SLEAFORD MODS – The Demise of Planet X
Sono tra i più accreditati interpreti di quell’antica tradizione che parte dal blues, passa attraverso Woody Guthrie e Bob Dylan e arriva anche a questo “strano” duo di Nottingham che spara a zero contro le disfunzioni della società (inglese ma non solo) attuale.
Al quattordicesimo album, l’approccio è più disfattista, pur sempre aspro e rabbioso, di fronte al declino inarrestabile di questa perfida e putrescente “umanità”.
La musica è meno minimale, più curata e arrangiata.
Dalle consuete basi ossessive tra hip hop e post punk si passa anche a drum and bass e funk elettronico, con una scelta più approfondita dei suoni e delle parti vocali.
La scelta degli ospiti è sempre sorprendente (dai Big Special a Aldous Harding fino al rapper Snowy, travolgente in “Kill List”) ed efficace.
Un album come sempre duro, sfacciato, cattivo, spietato.
Necessario.



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