SEBBA – Sottopelle

“Sottopelle” è un brano che racconta una relazione vissuta nell’ombra, intensa e irrisolta, che esiste solo nell’urgenza del presente. Tra desiderio e paura, controllo e abbandono, il corpo diventa il luogo di un legame che domina i sensi e scavalca la razionalità. È una confessione lucida e vulnerabile sulla dipendenza emotiva, un’intimità che cura e ferisce allo stesso tempo, lasciando tracce profonde anche nel silenzio.

Spiega l’artista a proposito del nuovo singolo: “Sottopelle è una canzone che nasce da un momento di totale esposizione emotiva. L’ho scritta pensando a quelle relazioni che non fanno rumore fuori, ma dentro occupano tutto lo spazio possibile. Durante la scrittura mi sono reso conto che non stavo raccontando una storia finita, ma una dipendenza emotiva ancora viva, qualcosa che resta addosso anche quando provi a liberartene.

In studio ho voluto che tutto suonasse fisico e trattenuto allo stesso tempo: la voce molto vicina, quasi sussurrata, e il ritmo che batte come un cuore che non trova pace. Sottopelle rappresenta perfettamente il mio progetto perché parla di controllo, desiderio e fragilità senza filtri: non c’è giudizio, solo la consapevolezza di quanto certi legami riescano a restare sotto la pelle, anche quando sai che dovresti lasciarli andare.”

Il videoclip di “Sottopelle” si sviluppa in un’atmosfera notturna e sospesa, ambientata ai laghi di Ganzirri a Messina. La scena centrale vede il protagonista cantare sotto un lampione solitario, unico punto di luce in uno spazio dominato dal silenzio e dall’attesa.

Intorno a questa immagine si alternano momenti più intimi: la guida notturna, vissuta come uno spazio mentale segnato dall’attesa di un messaggio, e le camminate lungo la riva del lago, tra canto e silenzio. Il video costruisce così un racconto essenziale e coerente con il brano, fatto di luci isolate, movimenti lenti e un legame che continua a esistere, sottopelle.

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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