ARAMÀ  – Oba Oba

ARAMÀ, cantante, compositrice e performer italiana che da anni costruisce un ponte artistico e umano tra Italia e Brasile, presenta il suo nuovo singolo, OBA OBA, fuori ora su tutte le piattaforme digitali. Il pezzo affonda le proprie radici nella spiritualità afro-brasiliana e le traduce in una scrittura pop contemporanea, dove il ritmo diventa energia, rinascita e liberazione.

Oba Oba è un brano costruito sul ritmo e nasce da una riflessione profondamente interiore. Attraverso una trama di percussioni, sonorità afro-brasiliane e un andamento quasi rituale, Aramà trasforma la musica in un invito a ritrovare forza, fiducia e armonia anche dopo i momenti più difficili. Un vero e proprio mantra contemporaneo, pensato come un balsamo per l’anima e per il corpo.

La canzone nasce infatti dal desiderio di Aramà (vero nome: Giulia Carmentano) di fare una dedica al “Signore della Cura”. L’artista racconta: «Nella tradizione afro-brasiliana, Obaluaiê è una delle divinità più venerate della mitologia yoruba e delle religioni afroamericane del candomblé e degli orixás, considerato il medico per eccellenza, custode delle malattie e conoscitore dei rimedi per ogni male. L’ispirazione è arrivata al termine di un periodo personale molto complicato. In questa figura ho trovato un simbolo di guarigione e rinascita

Tra le immagini più evocative del testo, scritto in portoghese brasiliano, un passaggio recita: 

Somos poeira divina de estrela / o sol, o sal, a terra sob o céu (“Siamo polvere divina di stelle, il sole, il sale, la terra sotto il cielo”), 

per poi arrivare a un’immagine di rinascita: A cicatriz é a raiz de quem é forte / a vida é um voo de sorte (“La cicatrice è la radice di chi è forte, la vita è un volo di sorte”).

Il videoclip è stato girato a Rio de Janeiro, nel suggestivo Parco Nazionale della Tijuca, dove si trova anche la celebre Cappella Mayrink, una piccola chiesa dalle caratteristiche pareti rosa, immersa nella vegetazione della foresta. Protagonista del video è anche il ballerino afro-brasiliano Junior Andrade, membro del collettivo e compagnia di danza carioca Afro Bunker, che interpreta la figura di Obaluaye. La regia è affidata a Gabi Jacob, tra le più note registe brasiliane di videoclip.

Uno dei messaggi più profondi di “Oba Oba” è racchiuso nel verso Sou de amém, sou de axé: il richiamo alla tradizione cattolica attraverso la parola amen e quello alla cultura afro-brasiliana attraverso axé, termine legato alle religioni di origine africana e alla forza vitale che caratterizza il candomblé. Attraverso queste parole Aramà invoca l’armonia tra culture e fedi differenti, in contrapposizione alle divisioni e ai conflitti che ancora oggi possono generare odio e incomprensione.

ARAMÀ – BIOGRAFIA

Aramà, nome d’arte di Giulia Carmentano, è una cantante, compositrice, ballerina e performer italiana nata a Bologna, con origini materane. Da anni vive e lavora tra Italia e Brasile, Paese di cui si è innamorata durante un viaggio e che considera ormai una seconda casa. È proprio dall’incontro tra queste due culture che nasce la sua identità artistica: un linguaggio musicale personale che fonde pop contemporaneo, sonorità afro-brasiliane, ritmi tropicali ed elettronica

.Il suo percorso artistico prende avvio dalla danza: a soli 17 anni ottiene una borsa di studio al Conservatorio di Francoforte e completa la formazione anche in teatro e recitazione. Nel 2006 fonda la sua prima band, avviando un percorso di collaborazioni tra Italia e Brasile che la porta a lavorare con musicisti e produttori di entrambe le scene.

Il debutto discografico arriva nel 2010 con il singolo “Tula Baba”. Negli anni successivi concentra sempre più la propria attività in Brasile, collaborando con protagonisti della scena musicale del Paese, tra cui Rael, Felipe Cordeiro, Ramilson Maia, Boss in Drama, Samuca e a Selva ed Enme.

Nel 2017 pubblica il primo album La Verità, seguito da As Luas de Wesak (2019) e Luz e Sombras / Luci e Ombre (2023), realizzato con la partecipazione di numerosi artisti brasiliani. Tra i brani più rappresentativi del suo repertorio figurano Pizza e Guaraná, Maracujá e Ressaca da Saudade, pubblicato nell’aprile 2026 insieme alla rapper brasiliana Enme.

La sua attività live l’ha portata a esibirsi in Italia, Brasile, Marocco e Capo Verde. Nel 2022 ha condiviso il palco con Rael nel tour accompagnato dall’Orchestra Magna Grecia, con concerti a Matera, Taranto e Potenza.Nel 2026 Aramà inaugura un nuovo capitolo del proprio percorso artistico con una serie di pubblicazioni che anticipano un nuovo EP, confermando una ricerca musicale capace di mettere in dialogo culture, linguaggi e sensibilità diverse attraverso il filo conduttore che da sempre accompagna il suo lavoro: il legame tra Italia e Brasile.

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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