ALESSANDRO D’ORAZI – Tutti Americani

Alessandro D’Orazi presenta il videoclip ufficiale di “Tutti Americani”, il singolo che segna il suo ritorno sulle scene a sette anni di distanza dal viaggio di “Itaca”. Il video, diretto e sceneggiato da Adriano Natale per CaptureStudio Roma, traduce in immagini l’urgenza espressiva di un brano crudo e attuale, prodotto insieme a Martina Bertini (bassista e producer dei Booda) per DaleRecords.

Il videoclip di “Tutti Americani” mette in scena uno spazio mentale e temporale più che fisico: il territorio dell’identità liquida e sospesa dell’artista, in bilico tra passato e presente. La narrazione visiva è ambientata in un luogo astratto, un limbo bianco privo di riferimenti geografici, ma si sposta anche dietro le quinte di un palcoscenico, dove l’identità del cantautore si costruisce e de-costruisce incessantemente.

In questo spazio convivono simbolicamente l’assunzione di un’identità americana e il gesto della sua rimozione, a sottolineare che la definizione di sé è un processo continuo di perdita e acquisizione, non un atto isolato. Il finale del video non offre soluzioni precise: spogliarsi di un’identità imposta non equivale a trovarne immediatamente una propria. Il risveglio invocato dal testo è una presa di coscienza: togliersi un abito non basta, specialmente se per decenni quel tessuto è diventato pelle.

Con questo singolo, D’Orazi mette sotto la lente d’ingrandimento il tramonto del mito a stelle e strisce e la nostra dipendenza culturale dall’Occidente.

«L’americanismo è arrivato al punto più basso della sua storia – spiega Alessandro D’Orazi – Quello che era un sogno condiviso sta perdendo smalto. Ci siamo assuefatti a una parola, libertà, che non corrisponde più alla realtà. Con questo brano voglio lanciare un punto di partenza per discutere dei nostri valori: io mi voglio svegliare».

A 51 anni, l’artista rivendica una maturità che gli permette di esprimersi in totale libertà intellettuale, abbracciando sonorità rock ed electropop fatte di chitarre elettriche graffianti, drum machine e sintetizzatori. “Tutti Americani” racconta un’identità perduta per eccesso di immagini e modelli indossati volontariamente, fino a dimenticare cosa ci fosse sotto.

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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