NYLON – Alice
Istrionici, romantici, ruvidi e surreali, i Nylon aprono il loro debordante forziere e aggiungono, con Discretamente a pezzi, un altro tassello al loro sorprendente randagismo artistico, tra canzone, pièce teatrale e suggestioni circensi.
il videoclip di Alice, secondo estratto dall’album Discretamente a pezzidel trio pavese Nylon, uscito il 6 ottobre su etichetta La Stanza Nascosta Records.
La regia del videoclip è firmata da Lu Magarò e Gabriele Zanoncelli.
In Alice– una suggestiva ballata sorretta dagli archi, con un gusto medievale nella scelta della melodia- i Nylon riscrivono Carroll in modo straniante, dissezionandolo ed esplorandone le possibilità sconosciute, in un sovvertimento postmoderno in cui l’epilogo è lo smembramento dell’identità.
Tornata a casa si guarda allo specchio
Dentro a quel vetro che dà sul boschetto
Ma questo non riflette niente
E lo stupore una mossa maldestra
Alice vola da una finestra aperta
Un gatto tigrato assistendo alla scena
Sembra che rida di lei.
Alice– raccontano i Nylon- è una fiaba moderna e tragicomica ispirata al classico Alice nel Paese delle Meraviglie. Ma la chiave di lettura è ribaltata: e se Alice vivesse nella periferia di Milano, accanto al boschetto di Rogoredo, una delle più grandi piazze di spaccio della città?
Abbiamo scelto una regia- spiegano Lu Magarò e Gabriele Zanoncelli- costruita interamente in studio, lavorando su playback della band e concentrandoci su come luci, colori e movimento di camera potessero diventare i veri elementi narrativi. La palette è color pop, con accenti neon e una forte dominante fucsia, utilizzata per definire mood, profondità e dinamiche visive. L’impianto tecnico si basa su variazioni luminose controllate e movimenti di camera pensati per dare ritmo e unità al video, pur senza costruire una trama classica. Abbiamo inserito elementi onirici per approfondire le metafore citate nella canzone.
A livello personale abbiamo sentito l’esigenza di dare al progetto un taglio più intimo, e in fase di montaggio abbiamo inserito transizioni mirate per avvicinarci all’immaginario evocato nella canzone, richiamando in modo discreto e stilizzato alcune suggestioni del mondo di Alice in Wonderland citato nel brano. Un modo per creare un ponte tra il linguaggio visivo e quello musicale, senza snaturare l’essenzialità del videoclip.
La paper-artist Michela Alesi, autrice dell’Art Booklet di accompagnamento all’album, spiega così il collage analogico, traduzione visiva dell’essenza di Alice:
<<L’immagine di quest’opera è visivamente molto impattante, ma al contempo immersa in un’atmosfera delicata, quasi fiabesca, che richiama la dimensione surreale e irreversibile in cui è immersa la protagonista ed il suo perdersi, in maniera totalitaria e così struggentemente fragile, in un mondo “altro”.
Alice nell’utilizzo della droga smarrisce completamente la propria identità tanto che il suo volto diventa uno specchio senza vetro, completamente immersa e persa in un mondo metafisico.
La cornice dello specchio diventa in questo modo anche una simbolica finestra dalla quale cadono i suoi occhi: è sì una caduta fisica, ma soprattutto un crollo mentale inarrestabile. Senza più soluzione di continuità.>>
Crediti Videoclip:
Filippo Milani: voce
Davide Montenovi: chitarra
Adriano Cancro: violoncello
Lucrezia Elena Valbonesi: violino
Gianmarco Andreoli: viola
Regia: Lu Magarò e Gabriele Zanoncelli
Crediti Brano:
Testo e musica: Filippo Milani
Davide Montenovi: chitarra
Adriano Cancro: violoncello
Gianmarco Andreoli – viola e violino



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