VALERIO BRUNER – Maddalena
Valerio Bruner parla un linguaggio crudo che, pur partendo dalla canzone d’autore, si sviluppa in un rock aggressivo e pulsante, non di rado vicino a suoni grunge e (quasi) punk .
Valerio Bruner parla un linguaggio crudo che, pur partendo dalla canzone d’autore, si sviluppa in un rock aggressivo e pulsante, non di rado vicino a suoni grunge e (quasi) punk .
CREDITI DEL SINGOLO
Testi: Vincenzo Destradis
Musica: Vincenzo Destradis, William Duarte, Antonio Maria Rapa
Produttore artistico: Taketo Gohara
Studio di registrazione: Wunder Kammer
Mix: Taketo Gohara
Master: Giovanni Versari
«Il coraggio è l’impronta delle paure». C’è una generazione che ha smesso di reagire. Che abbassa lo sguardo, anche quando a crollare sono i diritti, anche quando a pagarne il prezzo sono i figli.
Un sapiente connubio di canzone d’autore, atmosfere jazz e poesia, che rimanda nell’approccio al migliore Paolo Conte.
“In una tempesta” è un brano che racconta la fragilità emotiva di chi, in una relazione tossica, cerca di galleggiare mentre tutto attorno affonda.
‘Say’ è una canzone che esplora il tema della ricerca interiore e della resilienza. Attraverso immagini di luce e cambiamento, invita a riflettere sulla necessità di agire fin quando abbiamo tempo a disposizione.
Il videoclip, come la canzone, è un viaggio intimo attraverso il dolore e la consapevolezza. È un modo per mettere ordine nel disordine e dare un volto alla “rottura in due” vissuta nel profondo. Perché, anche nel silenzio, certe emozioni continuano a fare rumore.
Il brano si sviluppa su un sound jazz volutamente evocativo, che richiama l’atmosfera dei sobborghi della Louisiana, pur mantenendo il testo in italiano. Una scelta musicale che conferisce al pezzo un respiro internazionale, capace di trasportare l’ascoltatore in un mondo emotivo denso, sincero e dolorosamente attuale.
Il video, regia di Andrea Lops, è un piano sequenza che diventa metafora: un cammino, come quello di una relazione, tra ombre e luce per mostrare che anche nelle cadute c’è bellezza e che nulla, per quanto doloroso, è davvero la fine. Girato in una cava, al Parco delle Groane, che per magia e un po’ di polvere sembra proprio un deserto.
In questo progetto, rimasto per anni nel cassetto e finalmente pubblicato, entra in un abrasivo e ostile ambito sonoro quasi industrial, talvolta dissonante.
Commenti recenti