THE HUNTING DOGS – We are
In bilico tra elettronica, che diventa anche industrial (vedi la conclusiva “Animal no manual), canzone d’autore, sguardi a Bjork, sperimentazione, voglia di non adagiarsi su cliché risaputi.
In bilico tra elettronica, che diventa anche industrial (vedi la conclusiva “Animal no manual), canzone d’autore, sguardi a Bjork, sperimentazione, voglia di non adagiarsi su cliché risaputi.
Coprodotto dallo stesso Vincenzo Del Corno e da Marco Barusso, che ha firmato anche l’ arrangiamento, “Love again” è un autentico omaggio all’universo post-punk e new wave degli anni ’80, con richiami alle sonorità dei Cure, dei Bauhaus e dei Chameleons. Un brano dal mood ipnotico e cupo che lascia spazio a godibili aperture, nell’intreccio inscindibile tra musica e parole.
Undici brani dall’incedere severo e solenne che guardano alla new wave anni Ottanta (tra John Foxx, primi Human League, Gary Numan) ma con un approccio melodico (“Ostile” ad esempio) che riporta a Robert Wyatt.
Le atmosfere sono in perfetto equilibrio tra asperità chitarristiche, fruibili melodie malinconiche e uno sguardo alla lezione della canzone d’autore nostrana.
Parole e musica di Alessandro Garramone
Arrangiato e suonato da Klaudia Call
Alessandro Garramone – batteria e voce
Alessandro Palazzo – chitarre e cori
Francesco di Coste – basso
Nei dieci brani confluiscono le influenze più svariate, dall’afrobeat, alla psichedelia, dalla sperimentazione al math, funk, fino a folate di rock sghembo e indefinibile.
Dieci brani autografi, che se da una parte viaggiano in un contesto genericamente alternative rock, dall’altra assimilano influenze inaspettate come reggae, new wave, non disdegnando una più che gradita vena pop rock.
Spigoloso, dinamico, pulsante e denso di influenze alternative e post-punk,
The Heresiarch e’ un brano diretto e immediato, che pretende attenzione.
15 brani, tratti dal periodo 1993-1995 per la band modenese, da sempre caratterizzata dall’amore per una new wave dai colori autunnali (tra primi Litfiba, Joy Division, New Order, The Sound di Adrian Borland).
Il singolo in versione video edit è accompagnato da un clip diretto da Gerardo La Mattina e montato da Marco Baldini e Mattia Bubbani, girato presso FunHaus studio di Ravenna.
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