TUNDRA – Padrone

Padrone è il ritorno dei Tundra, singolo con cui la band racconta ruvidamente il sottile confine tra libertà e prigionia. Un brano che mastica rock alternativo e lo sputa fuori con rabbia, incalzando l’ascoltatore e chiedendo quanto è davvero disposto a perdere pur di sentirsi vivo.

Siamo davvero sicuri di dover salvare un cane ogni volta che lo vediamo vagare da solo? Forse quel momento di solitudine è la sua unica fuga da un’esistenza fatta di recinti, comandi e obbedienza. I Tundra portano alla luce questo paradosso: se da una parte scappare dall’ospedale significa strappare via il tubo che ci tiene in vita, dall’altra può significare libertà. A volte può essere dolorosa, selvaggia, perfino autodistruttiva, ma è pur sempre libertà. 

Sul piano sonoro, Padrone è un animale ferito: nelle strofe mostra gli occhi scuri, sospesi tra nostalgia e rabbia repressa; nei ritornelli spalanca i denti, affila le chitarre, accelera fino a trasformarsi in un bolide che corre oltre i limiti, fino allo schianto finale. La struttura stessa del brano – nata dall’unione di due canzoni scartate in un primo momento, ma molto affini – riflette l’incoerenza di chi lotta per respirare nonostante il peso di doveri e obblighi che lo soffocano. 
Tundra costruiscono un sound diretto, viscerale, che non cerca mai la via più comoda, ma che sbatte in faccia la realtà.

Padrone parla di tagliare i legami quando fanno troppo male, senza paura. Di affetti che stringono al punto da togliere il fiato, di chi divora il nostro tempo e poi lo getta quando non gli serve più. Il nuovo brano dei Tundra è un cane che corre, morde e non chiede scusa: un inno a chi ha il coraggio di scegliere la libertà anche quando questa lascia cicatrici sul corpo.

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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