ROMA – 1982

Il cantautore campano firma il secondo album, che guarda con passione e intensità ad alcuni capostipiti della scena indie rock nostrana. Si possono ascoltare echi di Massimo Volume, Teatro degli Orrori, Diaframma, soprattutto nell’enfasi quasi teatrale del cantato. A cui si affianca un sound aspro, crudo, distorto, rigoroso e scarno, ai limiti del grunge. Scelta coraggiosa e ardita per un ottimo lavoro.



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