POZZIDILACRIME – Non vibra più

“Non vibra più” è un brano che mette a nudo il legame indissolubile tra musica e vita: la vibrazione musicale diventa metafora dell’impulso essenziale generato dal cuore umano. La canzone attraversa il vuoto e il silenzio che emergono quando la musica smette di pulsare dentro, nel momento in cui l’anima perde la sua frequenza naturale e ogni cosa sembra arrestarsi. Il pezzo racconta il fragile confine tra creazione artistica e sopravvivenza emotiva.Spiega l’artista a proposito del brano: “È nato dal timore di immaginare cosa resterebbe di me senza musica. Quando quella vibrazione si spegne, infatti, il silenzio non è solo mancanza di note, ma mancanza di vita.”Il videoclip di “Non vibra più” traduce in immagini il cuore emotivo del brano, raccontando visivamente il rapporto personale tra l’artista e la sua musica attraverso giochi di luce, contrasti e inquadrature intime.
BiografiaCon un piede per terra e lo sguardo tra le nuvole, PozzidiLacrime (Giulia Pezzella) è una giovane artista emergente fiorentina, classe 2005, che costruisce il suo universo musicale intorno a immagini al limite tra realtà ed immaginazione, paesaggi naturali e frammenti di memoria. Il suo progetto musicale nasce ufficialmente nel 2020, quando l’artista decide di dare una forma personale e consapevole al legame coltivato fin da bambina con la musica. Dopo anni di studio del canto e dell’interpretazione, emerge in lei la necessità di dar voce alle proprie visioni interiori, ispirate soprattutto a momenti celati nel profondo della sua memoria. Scrive e canta in inglese e in italiano, fondendo melodie acustiche ad atmosfere dolciamare: l’esordio con il singolo Wanderin’ è il racconto di un ricordo sfumato e malinconico. Le sue composizioni spesso nascono dallo strimpellare spontaneo di un ukulele, strumento intimo e sincero che accompagna il suo mondo sonoro fatto di silenzi e battiti. Cresciuta con il canto moderno e nutrita da suggestioni pop e soul , porta nella sua musica una sensibilità trasversale e personale. Ogni brano è una piccola fuga: un invito a rallentare, ad ascoltare, a ricordare.

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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