Digitalizzazione discografia Not Moving

Dopo l’uscita di That’s All Folks! — l’ultimo album dei Not Moving, accolto con entusiasmo da pubblico e critica — è partito un nuovo viaggio dentro la loro storia.
La Tempesta e LaPOP Music avviano un lavoro di recupero, cura e sistemazione del catalogo della band, in versione digitale finora presente sulle piattaforme in modo parziale e spesso impreciso.
A cadenza quindicinale arriveranno gli album e i singoli realizzati negli anni con eventuali inediti.

Primo passo: il primissimo demo del 1981, Behind Your Pale Face, disponibile ovunque dal 5 dicembre.
Un percorso per restituire ai Not Moving la loro discografia digitale nella forma più completa e fedele possibile.

Strange Dolls, il primo EP dei Not Moving, pubblicato il 5 ottobre 1982 e registrato in un solo giorno.

La cover di “Wipe Out” dei Surfaris è uno dei primi brani surf incisi in Italia in piena era post-punk; “Baron Samedi” omaggia le radici alla Cramps (una versione precedente comparve nella compilation Gathered del mensile Rockerilla), “Dolls” incrocia Modern Lovers e Lou Reed, mentre “Make Up” fonde l’amore per la No Wave newyorkese con l’hardcore punk.
Il 45 giri fu trasmesso più volte da John Peel alla BBC a fine anno e recensito da New Musical Express in Inghilterra e Maximum Rock’n’Roll negli Stati Uniti.

“Movin’ Over” uscito nel 1983 per Electric Eye Records.

Il titolo richiama la fine della prima incarnazione del gruppo e la volontà di “andare avanti e oltre”.

5 febbraio 1983: ultimo concerto a Torino della prima line-up, poi lo scioglimento.
13 marzo 1983: i Cheetah Chrome Motherfuckers suonano a Piacenza; nasce l’idea di coinvolgere Domenico Petrosino (Dome La Muerte), che accetta.
16–17 aprile: prime prove a Piacenza.
5–6–7 maggio: in studio per incidere quattro brani destinati al secondo EP.
5 giugno: primo concerto con otto brani al Parco ex Manifatture Tabacchi di Bologna.
29 giugno 1983: esce Movin’ Over per Electric Eye. Mille copie: ritiro a Vimercate alla Microwatt, foglietti fotocopiati e ritagliati a mano inseriti uno a uno; poi 600 copie consegnate al Discotto di Sesto San Giovanni. Funzionava così.
Le sale prove erano a Pisa, nel ripostiglio della madre di Dome, e a Piacenza, in campagna, in un ex pollaio in condizioni quantomeno precarie. Le recensioni, invece, erano unanimi.

Nell’EP trovano spazio tre brani del primo repertorio riarrangiati — Behind Your Pale Face, Psycho Ghoul e Double Mind (già Devil’s Rattle nel primo demo, con testo diverso) — e il nuovissimo Everything Ends Here, composto in un paio d’ore con Dome.
Il suono vira verso traiettorie più aspre e abrasive, guardando ai riferimenti “californiani” di Dead Kennedys, 45 Grave e X.
Nelle foto, la copertina originale, un’outtake dalla foto session, una pausa in riva al Po e foto live dallo “Slego” di Rimini e “Diamond Dogs” di Napoli.

Video But It’s Not
https://www.youtube.com/watch?v=Foxxqa8ouR0

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Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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