MATOH – Mai abbastanza

“Mai abbastanza” è un brano che scava nel rapporto più difficile: quello con sé stessi. Una canzone che non cerca assoluzioni, ma verità, e che racconta la sensazione di essere costantemente fuori misura, di non riuscire mai a sentirsi all’altezza nemmeno quando gli altri riconoscono un valore. È una confessione senza filtri sull’autosabotaggio, sulla paura di provarci davvero e sull’idea che il fallimento non sia un evento, ma una condizione interiore.

Spiega il cantautore a proposito del brano: “Mai Abbastanza nasce da una domanda che mi porto dietro da anni: perché anche quando le cose sembrano andare bene, io continuo a sentirmi sbagliato? È una canzone sull’autosvalutazione, sul non sentirsi mai all’altezza, nemmeno dei propri sogni. Non è un brano di denuncia verso il mondo, ma verso me stesso. È una canzone scritta da solo, per chi si sente solo, anche in mezzo agli altri”.

Il videoclip di “Mai abbastanza”, per la regia di Gianluca Scalia e la produzione video a cura di Kemedia, racconta un viaggio visivo intenso e simbolico. Protagonista è Matoh, che si muove nel vuoto spettrale di un teatro deserto, uno spazio sospeso in cui è costretto a confrontarsi con i propri demoni interiori. 

La tensione cresce fino allo strappo del sipario, quando il palco diventa l’unica verità possibile: quello della vita. Il senso di inadeguatezza prende forma nella moltiplicazione dei ruoli e nel tentativo di superare i propri limiti, per poi ritrovarsi ancora una volta soli davanti al giudizio, rappresentato dal pubblico in sala.

Nel finale, la vulnerabilità iniziale si trasforma in energia: una risalita rabbiosa e consapevole verso la propria identità. “Mai abbastanza” è il manifesto di chi cade, si rialza e trova il coraggio di riprovarci ancora.

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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