PIERO CAMPI – Quello che vuoi, quello che sei

Dopo aver conquistato l’attenzione delle classifiche Indipendenti Europee con il brano “Where’d You Go Someday”, Piero Campi torna sulla scena musicale con una proposta radicalmente diversa, spiazzante e necessaria.

Il nuovo singolo prodotto e suonato “ormai una garanzia ” da Marco Schnabl alle chitarre /basso e Andrea Rizzi alla batteria segna un cambio di rotta ancora più deciso: un suono ruvido, diretto, senza compromessi. Un rock aggressivo che si distacca dalle logiche più accomodanti del mercato italiano, dove questo genere continua a trovare poco spazio, ma proprio per questo si carica di un’urgenza espressiva ancora più forte. Campi non cerca consenso facile: sceglie invece di alzare il volume e soprattutto la voce, graffiante spingendosi al limite la sua voce.

Il brano è attraversato da un testo tagliente, costruito su immagini crude e citazioni sarcastiche che mettono in discussione la realtà contemporanea. Una realtà percepita come ormai logorata, disillusa, in cui l’essere umano diventa al tempo stesso vittima e complice del proprio fallimento. Tra ironia amara e provocazione, Campi smonta certezze e ipocrisie, lasciando emergere un senso diffuso di inquietudine.

Non c’è spazio per il filtro o per la retorica: ogni parola è pensata per colpire, ogni suono per amplificare il messaggio. È un ritorno che non cerca di rassicurare, ma di interrogare.

Al centro del brano, una domanda che resta sospesa, inevitabile e scomoda: siamo ancora in tempo per cambiare qualcosa, o stiamo semplicemente osservando il crollo che abbiamo costruito?

Con questo nuovo lavoro, Piero Campi riafferma la propria crescita e identità artistica e la volontà di utilizzare la musica come strumento di rottura e riflessione, anche a costo di restare fuori dalle dinamiche più convenzionali dell’industria discografica Italiana

Un ritorno potente che spiazza e destinato a far discutere.

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA, ed è soggetto alla Privacy Policy e ai Termini di utilizzo di Google.