EMOSYA – Forsaken

Con “Forsaken”, gli Emosya riportano alla luce una delle prime scintille da cui è nato il progetto. Un brano che accompagna la band fin dagli esordi e che oggi conserva intatto il suo peso emotivo.

Protagonista del racconto è l’assenza di una persona cara, osservata da chi resta a fare i conti con ciò che continua a esistere anche dopo l’addio.

“The only thing I want back now is you” racchiude una mancanza che non cerca scorciatoie né consolazioni facili. Il vuoto rimane, cambia soltanto il modo di abitarlo.

“Forsaken me, in silence, you walked away” è la fotografia di un distacco che arriva senza spiegazioni, mentre il ritornello apre lentamente un’altra prospettiva: quella della guarigione. Non come cancellazione del dolore, ma come capacità di convivere con ciò che lascia un segno. “Learning how to heal” diventa così il filo conduttore dell’intero brano.

Il sound guarda all’alternative dei primi anni Duemila e immagina l’incontro tra l’espressività spontanea dei Linkin Park e l’approccio oscuro alle linee melodiche dei Ghost.

Il risultato è un brano malinconico, dove ogni passaggio abbraccia sia la memoria che lo sforzo per arrivare all’accettazione del lutto.

“Forsaken” non parla della fine di qualcosa. Parla di ciò che rimane quando il rumore si spegne e si inizia, un respiro alla volta, a trovare un nuovo equilibrio.

BIO

Emosya è una band italiana nata nel 2022. Il gruppo affonda le radici nell’alternative rock, integrando influenze che ne ampliano il suono. Il progetto ruota attorno al frontman YOU, la cui sfera emotiva prende forma attraverso una serie di maschere legate a emozioni primarie: rabbia, paura, gioia, disgusto e tristezza, che sul palco diventano veri e propri personaggi.

Ognuna possiede un nome e un colore distintivo: Bliss, gioia (giallo); Snare, rabbia (rosso); Bleuh, disgusto (verde); Scared, paura (viola); Elims, tristezza (blu).

Le canzoni esplorano conflitti interiori, catarsi e relazioni complesse, dando voce a ciò che spesso rimane nascosto.

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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