FRANCESCO RICKY – Basta così

Con “Basta Così”, Francesco Ricky racconta uno dei momenti più difficili e, allo stesso tempo, più autentici di una relazione: quello in cui amare significa anche accettare di lasciar andare.

Il brano nasce dalla consapevolezza che non sempre i sentimenti possono essere trattenuti. Quando una persona non ricambia più ciò che proviamo, insistere rischia di trasformare l’amore in una prigione. Ed è proprio questa immagine a rappresentare il cuore del singolo: tenere stretto qualcuno che vuole volare via equivale a imprigionare una rondine.

Attraverso un percorso fatto di ricordi, assenza e consapevolezza, il protagonista attraversa un deserto simbolico, metafora del proprio mondo interiore. Tra paesaggi aridi e cieli sospesi, affronta la fine di una storia non come una sconfitta, ma come un doloroso atto di amore e rispetto.

Il brano custodisce una domanda difficile: cosa rimane quando una persona che abbiamo amato non tornerà più?

Forse rimane la gratitudine per ciò che è stato. Forse rimane la capacità di riconoscere che un sentimento può essere stato vero anche se non è destinato a durare.

“Basta Così” è il momento in cui il protagonista sceglie di smettere di combattere contro ciò che non può cambiare e trova, nella libertà del distacco, una nuova forma di dignità.

Perché chi ama veramente, ha anche il coraggio di lasciare andare.

IL VIDEOCLIP

Il videoclip di “Basta Così” nasce anche dal desiderio di Francesco Ricky di sperimentare nuove forme di narrazione visiva. Realizzato con il supporto dell’intelligenza artificiale, il video trasforma le emozioni del brano in immagini dal taglio cinematografico.

Il deserto, la coppia, la rondine e il viaggio del protagonista diventano simboli di un percorso interiore: dal ricordo alla consapevolezza, dal dolore alla scelta di lasciar andare.

L’intelligenza artificiale viene utilizzata come strumento creativo per dare forma a un racconto fatto di immagini, metafore e atmosfere, mantenendo al centro il significato emotivo della canzone.

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA, ed è soggetto alla Privacy Policy e ai Termini di utilizzo di Google.