BUCALIZZI – Dopodomani

“Dopodomani” il singolo di Bucalizzi, brano lucido e caotico, disponibile in digitale dallo stesso giorno (Hoop Music / Virgin Music Group).

«”Dopodomani” è una canzone sull’ansia: l’ansia di sbagliare, l’ansia del tempo, l’ansia di dover decidere prima o poi qualcosa, l’ansia procurata dall’aver rimandato troppe decisioni. Il testo si snoda tra buoni propositi, impazienza e caotico disimpegno. Pop in tonalità minore ma con intenzione luminosa. Il ritmo è pulsante. Il contrasto tra tonalità minore e mood positivo crea tensione: lucido nell’immediatezza, pressante nell’energia ritmica. Come spesso mi capita – afferma Bucalizzi – sono partito proprio dal titolo: mi piaceva l’idea che si intitolasse ‘Dopodomani’ al quale affibbiare un testo sghembo, privo di certezze ma leggero.»

«Il brano è accompagnato da un video d’animazione, nato come un collage, fatto di elementi 2D e 3D mescolati, colori fuori posto, prospettive incerte. Questo patchwork di immagini accompagna le sensazioni che il testo suggerisce, seguendo la corsa infinita di personaggi indefiniti e pieni di caos dentro, all’interno di un incubo che alterna momenti di pace a momenti di brace. Come in un incubo, c’è di tutto, ma niente è al suo posto. Mi piace dire – prosegue l’artista che ha anche curato la realizzazione del video – che “è stato girato nel computer”, senza l’ausilio di intelligenza artificiale. Unica particolarità della lavorazione, è che non ho fatto alcun tipo di storyboard: ho iniziato e sono andato a braccio. Quando so di poter andare a briglia sciolta mi piace sparare in alto l’immaginazione e procurarmi adrenalina cercando di sorprendere soprattutto me stesso.»

Bucalizzi costruisce musica partendo da un giro di basso. Da lì nascono canzoni che oscillano tra pop elettronico e house con venature dance-funky – una combinazione che emerge dai suoi brani senza cercare un genere fisso. Il suono è un mix di digitale e analogico: drum machine, synth, chitarre ritmiche e bassi che guidano costantemente il movimento. Le parole vestono la musica, parole scelte più per come suonano che per il loro significato. I testi parlano accidentalmente di corpo, di impazienza, di vie di fuga e smottamenti interni. Non lanciano messaggi: descrivono stati. È un progetto che cambia sfumatura a ogni brano, con l’unico scopo di portare altrove. Bucalizzi fa musica per chi non riesce a stare fermo e per dare il via al suo nuovo progetto lancia “Dopodomani”, brano con cui vuole comunicare leggerezza.

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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