RITA ZINGARIELLO – Le balene di notte
“Le balene di notte” è la traccia che apre il disco con una riflessione sul tempo che scorre e sulla consapevolezza di abitarlo. Rita Zingariello volge lo sguardo a ciò che non è stato possibile cambiare e a quanto avrebbe potuto fare diversamente: i pensieri prendono così la forma di “balene”, presenze enormi e silenziose che incarnano tutto ciò che non si può trattenere né governare.
Commenta l’artista sul nuovo singolo: “In questa canzone racconto il tempo che passa e il modo in cui ho imparato ad abitarlo. A poco più di quarant’anni guardo indietro facendo i conti con ciò che non ho potuto cambiare e con il dubbio di quello che, forse, avrei potuto fare meglio. I miei pensieri, enormi e silenziosi, mi attraversano come balene impossibili da trattenere, ricordandomi che non tutto può essere governato. Ho chiesto al coro in fase di registrazione di cantare un potente ‘bo bo bo bo bo’ in diversi momenti della canzone per riuscire ad esprimere il rumore dei pensieri ingombranti che hanno dato vita al testo.”
Il videoclip de “Le balene di notte”, girato interamente in green screen con l’estetica di un teatrino di carta artigianale, vede Rita navigare in un mare di carta a bordo di una grande barca origami. Lungo il percorso, che attraversa le diverse fasi del giorno dall’alba alla notte, sulla barca compaiono gradualmente diverse figure antropomorfe stilizzate (un lupo, una scimmia, un fenicottero, un orso e un cervo), mentre brevi inserti mostrano dettagli di mani intente a piegare barchette colorate. Nel finale, la barca tocca la riva: la finzione della scenografia si interrompe e Rita scende dall’imbarcazione per entrare in un ambiente reale.
Il teatrino di carta è il micro-mondo mentale che Rita ha costruito per dare forma e ordine ai propri pensieri più grandi e silenziosi: le “balene” impossibili da trattenere. Il contrasto tra i colori vivaci della scenografia e l’atteggiamento intimo e malinconico dei personaggi racconta il modo in cui impariamo ad abitare il tempo e ad accettare i dubbi o ciò che non si è potuto cambiare. Il passaggio conclusivo dalla barca di carta al mondo reale simboleggia la fine di questa elaborazione interiore: Rita è pronta a uscire dal proprio mondo e ad accogliere il cambiamento.
“A mente scalza” è un album che attraversa il tempo, le relazioni, le fragilità, la fiducia, il desiderio e il cambiamento. Le otto tracce compongono un racconto intimo nel quale la cantautrice osserva ciò che accade quando si lasciano cadere le difese e si accetta di stare dentro alle domande, senza cercare necessariamente risposte definitive.
Il disco alterna dimensione acustica, scrittura d’autore e sensibilità jazz, con la partecipazione di Ferruccio Spinetti, Ernesto Marciante, Fabrizio Bosso, dei Flowing Chords di Margherita Flore e di Valter Sivilotti.
La produzione artistica ed esecutiva è firmata dalla stessa Rita Zingariello, che ha curato gli arrangiamenti insieme a Vincenzo Cristallo, affiancati da Margherita Flore per le partiture vocali dei Flowing Chords e da Valter Sivilotti per la sezione archi del brano Scivola. Il lavoro in studio ha preso forma principalmente presso il Suonimpressi Studio, con sessioni dedicate per i contributi solisti: la tromba di Fabrizio Bosso è stata incisa al Mast Recording Studio, mentre il contrabbasso di Ferruccio Spinetti è stato registrato al Virus Recording Studio. L’intero progetto è stato poi affidato alle cure di Paolo De Stefani per missaggio e mastering al Mid & Side Studio.
Biografia
Rita Zingariello è una cantautrice pugliese, originaria di Gravina in Puglia, con un percorso artistico quasi ventennale. Avvicinatasi alla musica fin da bambina con lo studio del pianoforte, si diploma in canto nel 2005 e debutta tre anni dopo con l’EP È alba, inaugurando una ricerca sonora che fonde canzone d’autore, pop, jazz e arrangiamenti acustici.
Nel corso della sua carriera discografica ha pubblicato progetti come Incondizionatamente, Possibili percorsi, Il canto dell’ape, I giganti e la bambina – cover a richiesta e l’EP Al di là delle stelle. Una produzione scandita da brani cardine del suo repertorio: dalla title track a pezzi intensi come Eroe, A volte il caso, Amsterdam e Senza nota sul finale fino a Ballo ferma, inserito da All Music Italia tra le migliori canzoni del 2018.
All’attività in studio affianca una presenza costante dal vivo, condividendo il palco con artisti come Gino Paoli, Danilo Rea, Paola Turci, Mario Venuti e la PFM, oltre a collaborare con Mogol. Numerosi anche i riconoscimenti ricevuti: da Sanremo Rock a Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty, passando per Frequenze Mediterranee e Biella Festival. Con il disco Il canto dell’ape ottiene premi e menzioni all’InediTo, al Premio Pigro (Ivan Graziani) e al Premio Peppino Impastato, vincendo inoltre la prima edizione del Premio Pascoli grazie alla composizione originale su Patria.
Polistrumentista a pianoforte e chitarra, riconosce tra i propri riferimenti Pino Daniele, Jacob Collier, Joe Barbieri, Joni Mitchell, Billie Eilish, MARO e Fabio Concato. La sua scrittura scaturisce dall’osservazione del tempo, dei sentimenti e della memoria, trasformando in musica i dubbi interiori. Si rivolge a un pubblico sensibile, attento alla cura dei testi e orientato alla dimensione teatrale e raccolta.
Per la realizzazione dei suoi progetti si avvale di un team composto da Claudio Francesco Ongaro (management), Dalia Gravela (creative consultant), Annarita Mattei (imagine consultant), Alberto Mocellin (videomaker) e dal grafico Giuseppe Incampo, autore delle illustrazioni per copertina e booklet del nuovo lavoro. Con A mente scalza, Rita Zingariello consolida questo legame con chi ascolta, scegliendo contesti d’ascolto raccolti dove dare risalto a profondità, intimità e ricerca estetica.



Commenti recenti