Categoria: Nuova Musica Italiana
Ci sono sempre i consueti elementi Battistiani, tinte soul ma anche potenti brani rock di umore Sixties (“Universo circolare”, “Testosterone” e il soul rock di “Devi dirle che l’ami”) e la conclusiva ballata “Sentimento rock” (firmata con Mogol e Morgan).
Il secondo EP dei MoTs si intitola Slow ed è da oggi disponibile sulle piattaforme.
Musicalmente è una fusione molto interessante e particolare di canzone d’autore, elettronica “spinta”, eleganti e raffinate orchestrazioni, tematiche fantascientifiche, ritmi parossistici, sperimentazione, contaminazioni varie.
Il taglio è cantautoriale ma declinato in tantissime e diverse influenze. Ci sono elementi a lui cari come Tom Waits e Enzo Jannacci, ma anche veloci e spediti rock ‘n’ roll, tessiture jazz, Ivano Fossati e Bruno Lauzi, blues e tradizione country folk americana.
Un album pieno di energia, groove, ritmi infuocati in cui convergono ethio-jazz, rumba congolese, latin sound, highlife, afrobeat, influenze soul e tanto altro.
L’esordio del cantautore romano pesca nella canzone italiana flirtando però con sonorità abrasive, di gusto lo-fi e attitudine punk.
Sound granitico, rigorosamente strumentale (a parte occasionali cori con melodie paradossalmente spesso “celestiali” che infondono ironia e sarcasmo al tutto) che guarda ai riff e ai suoni di Metallica, Van Halen e Ac/Dc, flirta con i Motorspycho, travolge per potenza ed efficacia.
Le canzoni sono scarne dirette, molto gradevoli, ben fatte, sincere, urgenti. Un bel disco.
La band genovese propone un album dalle tinte romantiche e malinconiche, con brani di ampio respiro strumentale, che in certi frangenti attingono dalla new wave anni Ottanta ma si lasciano andare anche ad atmosfere marcatamente elettroniche in altri momenti.
Il sound, strumentale, abbraccia visioni oniriche e sospese, dal taglio quasi ambient, e accarezza immagini di viaggi, dalla Scozia alla Catalunya.
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