DIRTY JOB – The world’s decay
Potentissima miscela di punk rock, Oi!, Nabat, Rough, Cockney Rejects e un pizzico di gusto hard.
Potentissima miscela di punk rock, Oi!, Nabat, Rough, Cockney Rejects e un pizzico di gusto hard.
Un sound che mischia alla perfezione un approccio hard rock con un’impronta melodica molto marcata, arrangiamenti curati e raffinati che conferiscono al lavoro un’enorme potenzialità commerciale.
Il tono e l’approccio sono aspri e decisi, diretti e severi, tra alt rock, blues deviato e perfino afflati grunge ma la canzone d’autore è dietro l’angolo.
Quattordici brani strumentali che spaziano senza freni e limiti tra prog, fusion, math rock alla The Battles, Tool e numerose altre influenze meno evidenti.
Sound di chiara matrice stoner, ma con diverse contaminazioni che rendono il contesto meno prevedibile e particolarmente personale.
Un album che suona come una mitragliata, durissimo, in cui si fondono post hardcore, noise, con punte quasi grindcore.
Uno stupendo album, in cui vengono rivisitati brani di Chick Corea, Charlie Mingus, Astrud Gilberto, Henry Mancini, Jobim.
Claudia Bombardella inserisce una vocalità stupefacente, frutto di approfondimenti e sperimentazioni durate decenni.
Ottime qualità compositive e una personalità distintiva, unite a una ricerca sonora visionaria che guarda a forme velate di pop psichedelico, con retaggi Smiths e Housemartins e a una buona dose di canzone d’autore nostrana
Allegato alle prime 260 copie del nuovo numero della rivista “Gimme Danger” (realtà autoprodotta, dedicata a garage, punk, rock ‘n’ roll e affini) un 45 giri con brani inediti di CUT, BEBALONCAR, OUTER SPACE.
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