EDDA – Mucca rossa
Il nuovo singolo di Edda è accompagnato da un videoclip, realizzato da Davide Barbafiera, che nasce dall’incontro con l’atleta pluripremiata Laura Poggi: due percorsi lontani solo in apparenza, segnati da arresti improvvisi, scelte di rottura e dalla capacità di reinventarsi ritrovando nella propria disciplina un nuovo centro e una nuova direzione.
A raccontarne la genesi è lo stesso Edda con la sua consueta ironia:
«Ho conosciuto Laura Poggi ad un casting per Netflix dove cercavano una tuffatrice e siccome avevo bisogno di soldi mi sono presentato anch’io.
Lei è stata presa io no, però mi dissero che potevo fare la boa mentre lei si tuffava, accettai. Così nacque, tra le acque, la nostra amicizia, poi venne il giorno di fare il video di MR e allora le chiesi se voleva esserne la protagonista e gentilmente, per la gioia di grandi e piccini, accettò. Grazie Laura a nome della Patria intera.»
Protagonista del videoclip è la stessa Laura Poggi. Il suo percorso sportivo, attraversato nel tempo tra ginnastica artistica e tuffi, resta sullo sfondo come una presenza silenziosa: dagli anni delle competizioni nella ginnastica, culminati nei titoli italiani con la Brixia Brescia, fino all’attività nei tuffi Master iniziata nel 2010 e portata avanti tra campionati nazionali e internazionali vincendo sette ori mondiali, una collezione di argenti e bronzi, anche nel sincro.
«Io di solito salto dai trampolini. Ma se a chiamarmi è Stefano… salto ovunque. Esperienza pazzesca, divertente e totalmente inaspettata. Essere nel videoclip di Stefano è stato un mix di emozione, risate e “ma davvero sto facendo questa cosa?”. Per me, che ho da sempre un’autentica venerazione per Stefano e per la sua musica, è stato un grande onore partecipare: l’ho fatto con entusiasmo, ma anche in punta di piedi, con il rispetto e l’umiltà che si hanno davanti a un gigante della poesia. Forse serve anche un pizzico di lucida follia per riconoscersi, senza troppe spiegazioni. Io salto quando conto fino a tre. Lui quando si accendono le luci. Cambia il posto, non l’emozione. Io conosco il silenzio prima di un salto. Lui quello prima di salire sul palco. Forse è lì che ci siamo incontrati. Grazie, Stefano» Racconta Laura
La scelta della location non è casuale. Il videoclip è stato girato nella Palestra Visconti, realtà storica milanese carica di memoria e di storie, già set cinematografico e oggi tornata a vivere come spazio di ricerca e incontro. Non un semplice sfondo, ma una presenza che, come i protagonisti, ha attraversato il tempo senza perdere identità.
A spiegare questa scelta è il regista Davide Barbafiera:
“Questo videoclip nasce da uno scambio autentico e dalla mia stima artistica per Edda. Dirigere Laura alla sua prima prova come attrice è stato davvero stimolante e sono grato per la fiducia. La location porta con sé una storia importante: lì sono state girate alcune scene di Rocco e i suoi fratelli, e questo ha aggiunto un sapore particolare al lavoro”.
Un incontro nato lontano dal set, che oggi prende forma in questo videoclip capace di raccontare affinità, ascolto e condivisione.
CREDITI Mucca Rossa
Testo di Stefano Rampoldi
Musiche di Stefano Rampoldi
Arrangiato prodotto e mixato da Luca Bossi.
CREDITI VIDEOCLIP
Comparse videoclip: Luca Bossi: basso & synth; Diego Galeri: batteria; Francesco Capasso: Chitarra
Con la partecipazione di Laura Poggi e Stefano Rampoldi
Regia, direzione artistica e montaggio: Davide Barbafiera
Aiuto regia: Alessandro Serravalle
Girato all’Arcibellezza, Palestra Visconti, con il supporto tecnico di Alberto Molteni e Alberto Belluco
P&C Woodworm Publishing Srl
Management: Gibilterra Management
BIO (scritta da EDDA)
Sono nato per caso in un paese felice che forse felice non è stato mai. Ecco la mia bio, io qui avrei già finito, perché a buon intenditore poche parole e che parole.
Il secondo dato importante è che io amo la musica da sempre ma la musica a quanto pare non ama me. In tenera età chiesi per Natale un “Hit Organ Bontempi”, poi il Natale successivo ricevetti una chitarra comprata alla Upim e a 12 anni finalmente una classica Giannini che quel coglione di mio fratello mi spaccò con un pugno. Poi a 14 anni invece del motorino chiesi una Stratocaster con la leva. Andammo in negozio e tornai a casa con una Strato senza leva perché avevo scambiato il jack d’entrata della chitarra per il buco della leva. Così unto dall’umiliazione mi chiusi in casa fino ai 18 anni. A quell’età feci parte dei DHG, poi arrivarono i Ritmo Tribale, un po’ di noi si erano già conosciuti a scuola (un istituto di recupero anni per somari senza futuro). Con loro feci dei dischi, tanti concerti e poi a 33 anni fui colto da illuminazione e sulla via di Damasco sparii dalle scene per svariati anni. Venni ritrovato non so quando e ripresi a fare musica, ho controllato su Wikipedia era il 2009, adesso siamo nel 2025 e questo nuovo disco si chiama Messe Sporche.
BIO Laura Poggi
Nata a Brescia il 17 marzo 1977, con un caratterino niente male e un’energia decisamente sopra la media, mette subito alla prova la pazienza (e l’intuito) dei suoi genitori, che la iscrivono a corsi di psicomotricità per farla “sfogare”. Risultato: funziona, ma non abbastanza. A cinque anni scopre la ginnastica artistica e lì capisce che sudare, volare e capovolgersi è una cosa seria.
Per quindici anni la palestra diventa casa sua: quattro ore al giorno, tutti i giorni, tra allenamenti, gare, campionati italiani e internazionali, con ottimi risultati e medaglie importanti. Nel frattempo frequenta il Liceo scientifico sperimentale linguistico Calini di Brescia e riesce nell’impresa non scontata di conciliare liceo e sport agonistico, tanto da ricevere un premio Panathlon, riconoscimento assegnato agli studenti-atleti che si distinguono per capacità di coniugare attività sportiva agonistica e percorso di studio.
A 18 anni una schiena ribelle la costringe a salutare la ginnastica. Lei però non si ferma: studia Giurisprudenza, si laurea, ottiene l’abilitazione forense e apre il suo studio legale a Brescia. Oggi si divide tra diritto civile e diritto dello spettacolo, senza mai perdere il filo con la musica, altra passione di sempre.
Ma l’agonismo manca. Così, a 34 anni, durante una gara di nuoto a Roma, scopre che esiste il circuito master di tuffi: amore immediato. Tra un po’ di chilometri, tanta tenacia e una grande disciplina derivante dagli anni in palestra, riesce a coniugare la professione di avvocato con gli allenamenti prima a Bergamo e poi, dal 2017, alla Bentegodi di Verona. Da lì in poi inizia a girare il mondo per gareggiare: valigie sempre pronte, accappatoio nello zaino e podi sparsi ovunque. Il bilancio? Sette ori mondiali, una collezione di argenti e bronzi, anche nel sincro.
E quando non è in gara? Appena può segue i suoi artisti preferiti in tour, viaggiando non solo in Italia ma in tutto il mondo. Finisce una gara, si asciuga… e sta già pensando alla prossima.



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