HELLE – Caspita!
«“Caspita!” racconta quel momento in cui lasciamo parlare il rancore. È uno sfogo necessario, un istante in cui la fragilità prende il sopravvento e ci permette di dire ciò che, forse, non avremmo mai avuto il coraggio di ammettere.»Helle
“Caspita!” è il nuovo singolo di Helle, primo estratto dal nuovo album di inediti “I tempi delle bestie”, in uscita su tutte le piattaforme a fine 2026 e in esclusiva solo su BandCamp dal 10 luglio.
Il disco segna un ritorno a un suono più ruvido e viscerale, un folk rock contaminato da leggerezze melodiche pop che non ne attenuano la forza, ma la rendono ancora più incisiva. È un lavoro che racconta un percorso emotivo e sentimentale che, da puro e luminoso, finisce inevitabilmente per nutrirsi di un rancore crescente.
All’interno di questo viaggio, “Caspita!” rappresenta l’apice dell’involuzione umana narrata nell’album: un episodio quasi vendicativo, il punto in cui la protagonista smette di trattenersi e lascia che la parola diventi arma, difesa, liberazione. È un brano che non teme la durezza, perché nasce proprio dalla necessità di attraversarla.
Il video di “Caspita!” mette in scena un gentiluomo ottocentesco che attraversa una foresta incantata con arroganza e superficialità. La natura, offesa dal suo scherno, reagisce e lo punisce. Il gesto in cui l’uomo schiaccia uno scarafaggio verde diventa il simbolo della sua presunta superiorità. Le immagini sono realizzate tramite IA, mentre storyboard e musica sono interamente AI‑free, scritti e prodotti da Helle.
Ogni singolo del progetto avrà un video dedicato: un percorso visivo che troverà la sua sintesi in un film in uscita a settembre, costruito a partire da queste tappe narrative.
Il singolo è scritto, composto e prodotto da Lisa Brunetti, in arte Helle. Alla batteria suona Alfio Badano, mentre le chitarre sono affidate a Claudio Cupelli e Stefano Brandoni.
Parallelamente al nuovo percorso musicale, Helle pubblica come Lisa Brunetti “Il filosofo coccodrillo” (maggio 2026, Kimerik), un romanzo‑diario che segue una catarsi lenta e irregolare, tra memoria, solitudine, desiderio di pace e il caos emotivo che accompagna ogni tentativo di cambiamento. È un racconto che attraversa luoghi interiori e reali, tra la Bologna universitaria, la Casa del Vento e i mesi sospesi della pandemia, dove passato e presente si confondono come sequenze sfocate di un film. Un contro-romanzo di formazione che cerca uno sguardo amico capace di ascoltare.



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