TROPICAL TENNIS – Malerba
Le nove canzoni sono brevi (poco più di 17 minuti il computo totale del disco), compatte, spedite, tra punk anni 90 e impennate hardcore (Bad Religion, Blink 182, Punkreas, Pennywise, Offspring ). Il
Le nove canzoni sono brevi (poco più di 17 minuti il computo totale del disco), compatte, spedite, tra punk anni 90 e impennate hardcore (Bad Religion, Blink 182, Punkreas, Pennywise, Offspring ). Il
Un lavoro solenne e rigoroso che veleggia in mari sonori turbolenti, tra dark wave, goth, post punk, shoegaze.
All’interno del brano compare inoltre Davide “IL DALLAS” Faraon alla seconda voce, contribuendo ad amplificare la componente narrativa ed emotiva del pezzo.
Una produzione Octopus
Regia di Ruben Cantù Rajnoldi 1st AC Arianna Deambrosis
Project Manager Giulio Ciaffoncini Con Alessandro De Santis, Mario Francese e Gioia Barbieri
Regia di Walter Piccolo
Da un’idea di Walter Piccolo, Lorenzo Moretto, Francesco Tagliaferri
Prodotto da La Funzione Strumentale, Dario Crimea, Pietro Beverina
Fotografia di Giacomo Raspolli
Un inno Italo-Cosmic-Disco pensato per le notti che sembrano non finire mai, tra mirror ball e dancefloor in continuo movimento.
Punk rock con accelerate hardcore, asperità chitarristiche sparse, tanta energia, brani sempre potenti ed efficaci.
Prima ancora di diventare pensiero, l’ansia passa dal corpo. Sale nel petto, altera il respiro, si confonde con la fretta, con le notifiche, con il bisogno di restare reperibili, con quella sensazione sempre più diffusa di dover correre anche quando non si sa più esattamente verso cosa.
Il brano scritto da Luca Guadagnini ed arrangiato dal maestro Adriano Pennino, esprime una visione quasi spirituale e speranzosa: l’idea che l’amore materiale tra una persona che sulla terra non c’è più non sia finito, ma destinato a continuare in un’altra vita o in un altro mondo, libero da ricchezza, potere e paure.
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