LUCA COI BAFFI – Devo parlarne con mio padre
L’esordio del cantautore romano pesca nella canzone italiana flirtando però con sonorità abrasive, di gusto lo-fi e attitudine punk.
L’esordio del cantautore romano pesca nella canzone italiana flirtando però con sonorità abrasive, di gusto lo-fi e attitudine punk.
Sound granitico, rigorosamente strumentale (a parte occasionali cori con melodie paradossalmente spesso “celestiali” che infondono ironia e sarcasmo al tutto) che guarda ai riff e ai suoni di Metallica, Van Halen e Ac/Dc, flirta con i Motorspycho, travolge per potenza ed efficacia.
Le canzoni sono scarne dirette, molto gradevoli, ben fatte, sincere, urgenti. Un bel disco.
La band genovese propone un album dalle tinte romantiche e malinconiche, con brani di ampio respiro strumentale, che in certi frangenti attingono dalla new wave anni Ottanta ma si lasciano andare anche ad atmosfere marcatamente elettroniche in altri momenti.
Album eclettico, pieno di spunti, influenze, personalità. dai testi lucidi, ironici, sarcastici e abrasivi.
Il Rumore del Bianco: Andreas Amaro, Francesco Torre, Marco Romagna
Brano scritto, arrangiato e prodotto da: Il Rumore del Bianco presso Waves Music Center – Genova
Video ideato, scritto, diretto e montato da Il Rumore del Bianco (M. Romagna, A. Amaro)
L’arrangiamento del singolo è vicino alle sonorità a cui ci ha abituato Van Datty, con richiami agli Afghan Whigs di Greg Dulli e al soul rock di Paul Weller.
‘Mother’s Blues’, il nuovo singolo degli Hangarvain, band particolarmente apprezzata in Europa, capace di unire nel proprio sound influenze blues e alternative.
Un album oscuro, dalle movenze misteriose e cupe, che pescano nella post wave dark anni Ottanta ma che si ammantano di sonorità più attuali e personali anche grazie a un uso discreto dell’elettronica.
Il sound è ruvido, chitarristico, crudo e ben rispecchia la tematica affrontata. La veste grafica è impreziosita da una serie di tavole donate da Zerocalcare.
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