IGNAZIO DEG – Song Orango Dance


Ci sono luoghi che non hanno bisogno di essere inventati.
Esistono già. Respirano piano. Aspettano soltanto qualcuno che li guardi davvero.

E forse “Song Orango Dance” di Ignazio Deg nasce proprio da questo: dalla voglia di trasformare una notte qualunque del Sud in qualcosa che resta dentro.

Nel videoclip, girato a Borgo Ajeni, nel cuore di San Michele Salentino, il tempo sembra rallentare. Le luminarie illuminano i volti, la musica attraversa la piazza, la gente si incontra. E mentre tutto si muove, qualcosa rimane fermo: il ricordo.

Perché alla fine cos’è una festa patronale, se non un posto dove le persone tornano a cercarsi?

La regia di Luca Joe Cucci accompagna lo spettatore dentro un Sud autentico, fatto di emozioni semplici ma profonde. I colori caldi della piazza, gli stand gastronomici, le mani che si sfiorano, gli sguardi. Tutto sembra raccontare una domanda silenziosa: quanto può durare un amore nato sotto le luci di una festa?

Nel videoclip compare anche la bellissima Eva Henger, nei panni della presentatrice del concerto di Ignazio Deg a Borgo Ajeni. Una figura elegante, quasi sospesa tra realtà e spettacolo, che accompagna il pubblico dentro questa notte piena di musica e memoria.

E poi arriva la storia.
Una coppia di anziani si ritrova tra la folla. Si guardano come se il tempo non fosse mai passato. Cinquant’anni prima si erano conosciuti proprio lì, in una festa simile, tra canzoni, luminarie e sogni ancora da vivere. E all’improvviso il videoclip cambia ritmo: non racconta più soltanto una canzone estiva, ma qualcosa di molto più umano.

“Song Orango Dance” allora diventa quasi una metafora.
Ballare per non dimenticare.
Ricordare per sentirsi ancora vivi.

Con il suo ritmo dance, i tamburelli, la coreografia pensata per i social e quell’energia profondamente pugliese, il brano di Ignazio Deg unisce leggerezza e malinconia, presente e passato, festa e nostalgia.

A livello musicale, Ignazio Deg continua inoltre il suo percorso artistico insieme al produttore e autore Federico Sapia e all’autore Damiano Zannetti, proseguendo una collaborazione che punta a creare un immaginario sempre più riconoscibile, dove la musica pop incontra le radici del Sud Italia.

E forse è proprio questa la domanda che il videoclip lascia nello spettatore:
siamo noi a conservare i ricordi… o sono i ricordi che continuano a cercare noi?

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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