LEAVING VENICE – Coming Clean
“Coming Clean” è il nuovo affascinante videoclip dei Leaving Venice, giovane quartetto piacentino tra le novità più interessanti dell’attuale scena dreamgaze tricolore, reduci dalla prestigiosa data all’Arci Bellezza di Milano all’interno del festival Shoegaza.
La band intreccia shoegaze, dream pop e tensioni alt-rock in un sound stratificato e immersivo, dal forte respiro internazionale.
Il brano è il terzo singolo estratto dal bellissimo album d’esordio della band, “Price Of Caring”, pubblicato nell’aprile del 2026 per la label indipendente Dear Gear Records e recensito sulle più importanti riviste e webzine italiane del settore.
Il videoclip che lo accompagna, girato in Super 8 da Michele Granata di Nemesi Film, è stato ambientato nel magnifico scenario di Campo Imperatore in Abruzzo, conosciuto anche come il Tibet d’Italia. La cornice naturale ideale per le atmosfere eteree del quartetto emiliano.
A parlarcene sono gli stessi Leaving Venice:
Quando abbiamo parlato per la prima volta con Michele della realizzazione del video, gli abbiamo lasciato carta bianca su tutto: location, storytelling, costumi, estetica. Sara lo conosceva già da anni e si fidava ciecamente. Volevamo lasciare che la sua interpretazione del pezzo, o quello che gli trasmetteva, si traducesse nel video.
Coming Clean confessa la stanchezza emotiva dovuta alla frenesia che ci circonda. È però soprattutto incentrata sulla pressione delle aspettative o le idealizzazioni che gli altri hanno su di noi e di come spesso non si vogliano o non si possano raggiungere. Quindi, in un certo senso si corre il rischio di vestirsi di qualcosa che non è nostro, solo per corrispondere a ciò che gli altri cercano. A posteriori, dal nostro punto di vista il video ha trasmesso esattamente questo concetto, anche se non è mai stato concordato tra noi e il regista.
Nella storia, si vedono tre ragazzi (Nico, Tommi e Diego, il nostro precedente batterista) che camminano tra colline e boschi. Si capisce già da subito che stanno disperatamente cercando qualcosa o qualcuno. Allo stesso tempo, una presenza vestita di bianco vaga senza essere mai trovata (Sara); incarna qualcosa che sembra umano ma è invece un’entità eterea e sfuggente. Possiamo dire che rappresenti solo un’idealizzazione di chi la cerca, qualcosa che ci si aspetta di trovare ma che in effetti non esiste. Questo si capisce bene nel finale, che è anche la nostra parte preferita del videoclip. Oltre allo storytelling, anche l’estetica, i costumi, e la location combaciano perfettamente con le sonorità malinconiche e sognanti del brano.
È stato bellissimo lavorare con Michele e con tutta la troupe di Nemesi, che non finiremo mai di ringraziare per averci supportato e aver creduto nel progetto. Ci siamo divertiti davvero tanto, anche se stare dietro a una cinepresa e seguire le istruzioni di regia è molto più difficile di quello che ci aspettavamo, soprattutto quando si registra a pellicola e le take devono essere ridotte. Speriamo di poter lavorare ancora con loro un giorno per altri videoclip, chissà.
Queste invece le sensazioni del regista del video Michele Granata:
Il videoclip di Coming Clean nasce dal desiderio di tradurre in immagini quella particolare dimensione sospesa che caratterizza il loro suono, a metà tra shoegaze, dream-pop e alt-rock.
La scelta è stata quella di aggiungere il meno possibile. L’obiettivo non era costruire un racconto che spiegasse il brano, né riempire la musica di immagini e simboli, ma creare una sensazione: lasciare una traccia visiva, un ricordo quasi indefinibile di qualcosa che sembra esistere e allo stesso tempo sfuggire. Coming Clean possiede una dimensione particolarmente melodica e immediata all’interno dell’album, ma conserva quella componente atmosferica e malinconica che attraversa il lavoro dei Leaving Venice. Il videoclip cerca quindi di muoversi sullo stesso confine, tra concretezza e sogno, presenza e assenza. La natura diventa così il principale elemento visivo: un ambiente che progressivamente sovrasta i personaggi e sembra trasformarsi in una parte stessa della musica. Il video assume la forma di una piccola favola senza una vera narrazione, composta da frammenti, corpi, paesaggi e momenti sospesi, come il ricordo di qualcosa che forse è accaduto o forse è soltanto stato immaginato.
Per questo è stato scelto il Super 8. Non soltanto per una ragione estetica o cinefila, ma per la sua capacità di restituire una materia visiva imperfetta, organica e simile alla memoria. La grana, le variazioni della luce e la fisicità della pellicola contribuiscono a creare un’immagine perennemente sospesa tra nostalgia e sogno.
I riferimenti allo shoegaze (da My Bloody Valentine e Slowdive fino ai Ride) sono quindi soprattutto un punto di partenza emotivo, più che una citazione visiva diretta. Il tentativo è stato quello di restituire ciò che questo genere rappresenta: una musica nella quale le immagini non devono necessariamente raccontare qualcosa, ma possono semplicemente evocare.
Il videoclip di Coming Clean cerca infine di essere questo: non una spiegazione della canzone, ma una sua eco visiva, destinata a rimanere per qualche istante anche dopo che la musica è finita.
Il videoclip di “Coming Clean” dei Leaving Venice per chiudere in bellezza un anno di grandi soddisfazioni per il quartetto dreamgaze piacentino, ed ufficializzare l’ingresso in band del nuovo batterista Federico Merli.



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