Autore: Antonio Bacciocchi
Il videoclip “In apnea”, nuovo singolo dei Disorient Express. Nel video, girato e prodotto dalla stessa band siciliana, “l’incedere caotico del protagonista tra gli spazi, talvolta aperti, altre volte angusti del palazzo, richiamano le camere della mente in cui i pensieri con moto sussultorio ne provocano il continuo affanno e frustrazione verso l’incedere quotidiano.
“Oleandri” è un brano pop emotivo che esplora la parte più fragile dei rapporti: l’instabilità di una storia che non può salvarsi, la delicatezza dei legami e la difficoltà di trattenere ciò che sfugge.
Released on the compilation “Panthers For Gaza”.
2026 © written & recorded by Marco Magnani: vocals/guitars/bass/harmonica/fuzz bass. The Unknown: drums.
Il brano “Jag Vet, Du Är Inte Min”, del fantomatico Jacub, molto popolare in Svezia, è stato rimosso dalla Sverigetopplistan, la classifica nazionale, perché realizzato e cantato da un’intelligenza artificiale.
Il secondo album della band marchigiana si muove su sentieri oscuri, opprimenti, claustrofobici, con chitarre distorte, voce cadenzata e ritmiche possenti dal sapore doom/goth.
Un disco graffiante, di stampo chitarristico, ben gestito nella cura dei suoni e degli arrangiamenti, volutamente immediati e minimali.
Il videoclip di Tiny Space, title track del nuovo album di Georgeanne Kalweit, in arrivo a marzo su NOS Records. Dopo aver svelato il singolo omonimo lo scorso ottobre, il brano trova ora la sua trasposizione visiva: un racconto poetico e surreale che attraversa trasformazione, memoria e spaesamento.
Per aprire il nuovo anno sceglie, tra le tracce in lavorazione del suo prossimo album, di far uscire “Sbaglierai” brano angoscioso ma riflessivo per affermare che i segreti spesso possono portare scontri interni non piacevoli. Sta lavorando alla costruzione di un progetto che lo possa portare sui palchi per raccontare la sua musica.
Al quattordicesimo album, l’approccio è più disfattista, pur sempre aspro e rabbioso, di fronte al declino inarrestabile di questa perfida e putrescente “umanità”.
La musica è meno minimale, più curata e arrangiata.
Il progetto solista dell’artista veronese Giulia Cinquetti all’esordio con un ep di cinque brani che attinge a piene mani dalle plumbee atmosfere dark wave anni 80 ma anche allo shoegaze e al dream pop.
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