Autore: Antonio Bacciocchi
Il brano “Jag Vet, Du Är Inte Min”, del fantomatico Jacub, molto popolare in Svezia, è stato rimosso dalla Sverigetopplistan, la classifica nazionale, perché realizzato e cantato da un’intelligenza artificiale.
Il secondo album della band marchigiana si muove su sentieri oscuri, opprimenti, claustrofobici, con chitarre distorte, voce cadenzata e ritmiche possenti dal sapore doom/goth.
Un disco graffiante, di stampo chitarristico, ben gestito nella cura dei suoni e degli arrangiamenti, volutamente immediati e minimali.
Il videoclip di Tiny Space, title track del nuovo album di Georgeanne Kalweit, in arrivo a marzo su NOS Records. Dopo aver svelato il singolo omonimo lo scorso ottobre, il brano trova ora la sua trasposizione visiva: un racconto poetico e surreale che attraversa trasformazione, memoria e spaesamento.
Per aprire il nuovo anno sceglie, tra le tracce in lavorazione del suo prossimo album, di far uscire “Sbaglierai” brano angoscioso ma riflessivo per affermare che i segreti spesso possono portare scontri interni non piacevoli. Sta lavorando alla costruzione di un progetto che lo possa portare sui palchi per raccontare la sua musica.
Al quattordicesimo album, l’approccio è più disfattista, pur sempre aspro e rabbioso, di fronte al declino inarrestabile di questa perfida e putrescente “umanità”.
La musica è meno minimale, più curata e arrangiata.
Il progetto solista dell’artista veronese Giulia Cinquetti all’esordio con un ep di cinque brani che attinge a piene mani dalle plumbee atmosfere dark wave anni 80 ma anche allo shoegaze e al dream pop.
Secondo album, lavoro ricco di influenze, riferimenti, suggestioni, che attingono soprattutto dalla fusion/jazz contaminata, in particolare dai nostri mai dimenticati Perigeo.
Si intitola “Babylon” il primo singolo estratto da quello che sarà il nuovo disco di inediti di ELLE, formazione romana che approda al suo terzo lavoro di inediti in studio dal titolo “Silent search of spring” in pubblicazione per la Urtovox Rec.
“BLU”, il nuovo singolo di Jaboni prodotto da Giorgio Lorito per Gil Produzioni. Il brano, accompagnato dal videoclip ufficiale, attraversa ciò che resta dopo una storia d’amore: memoria che scalda e punge, il tentativo di dimenticare mentre tutto continua a tornare.
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