Cesare Ferioli – Come schegge furiose. Storie di strade e mutazioni
C’è tanta ironia e un taglio romanzato, su fatti veramente accaduti e in cui in tanti non avranno difficoltà a riconoscersi.
C’è tanta ironia e un taglio romanzato, su fatti veramente accaduti e in cui in tanti non avranno difficoltà a riconoscersi.
Un libro veloce e agile che analizza alcune delle rivalità più note nella musica pop/rock (i Gallaghers, Paul e John, Blur e Oasis, Waters e Gilmour) ma anche quelle più occulte (Prince/Michael Jackson, Simon e Garfunkel, l’incredibile intreccio di antipatie e odio all’interno dei Beach Boys).
Cesare Ferioli è un veterano della scena sottoculturale bolognese e nazionale, passato dal punk allo skinhead fino ad approdare al rockabilly e dintorni.
Aldo Pedron, storico giornalista e scrittore, ci porta alla scoperta di una serie di similitudini (più o meno marcate, inconsapevoli o volutamente plagiariste) tra canzoni di artisti italiani, circoscrivendo prevalentemente il contesto agli anni Sessanta/Settanta.
Steve Wynn ha lavorato in un negozio di dischi, fatto il DJ, fondato i Dream Syndicate e dato vita, negli anni Ottanta, al cosiddetto Paisley Underground, a fianco di Rain Parade, Bangles, Green On Red, Long Ryders, mischiando psichedelia, rock e punk.
Il 17 febbraio 1965 apriva a Roma il Piper Club.
Fu l’epicentro della “dolce vita” beat degli anni Sessanta italiani.
La formidabile vita di Nica, “la baronessa del jazz”, rampolla della famiglia Rothschild, tra le più ricche e influenti della storia recente.
Il nuovo libro di poesie lo coglie alle prese con l’attualità, tra guerre e violenza ma, come sempre, con una spiritualità intensa, profonda, ancestrale.
Decine di tavole, ben disegnate e sceneggiate, un inno alla (talvolta disperata) nullafacenza, al “do nothing”, all’attesa consapevole che tanto non entrerai mai in campo.
Un libro che permette di entrare nel mondo personalissimo di Sergio Caputo e spinge al riascolto di un repertorio spesso interessante e ricco di ottimi momenti.
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