PGA – The Kids Aren’t Alright
Il progetto PGA (acronimo di “Punk Goes Acoustic”) riunisce alcune delle principali realtà della scena punk italiana, ognuna con una cover in versione acustica di un classico del genere.
Il progetto PGA (acronimo di “Punk Goes Acoustic”) riunisce alcune delle principali realtà della scena punk italiana, ognuna con una cover in versione acustica di un classico del genere.
Una suite di quasi quaranta minuti in cui confluisce tutto il meglio del più classico prog rock sinfonico dei gloriosi anni Settanta.
Sound roccioso e aggressivo, riferimenti diretti a Nine Inch Nails, Placebo, Ministry.
Il duo franco/italiano aggiunge un altro devastante tassello alla sua demolizione progressiva delle convenzioni sonore. Il nuovo è dal vivo, registrato in Portogallo all’Amplifest. Drum machine, chitarra, basso, distorsione, tutto è estremo, riduttivo definirlo...
Si sente lo scibile del punk dai Clash e Ramones ai Green Day e Social Distortion ma ci sono anche tanto mestiere e personalità.
Rock, sempre molto elaborato e mai scontato, prog, jazz, folk, post wave, canzone d’autore più tradizionale.
I torinesi Blind Alley furono tra i primi a portare in Italia, agli albori degli anni Ottanta, quell’entusiasmante mix di punk, power pop, Jam, i primi Elvis Costello e Joe Jackson con il piglio dei Clash.
Rock, funk, blues, sperimentazioni, pennellate jazz, folk e tanto altro a testimonianza della versatilità del progetto.
Piglio moderno e attuale tra velocissimi brani ska e più moderati episodi in chiave rocksteady (che riportano ai primi Specials).
Il sound si muove all’interno del magmatico mondo del prog metal, a cui si uniscono elementi elettronici, post wave, classicheggianti, con sferzate di sapore black metal.
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