COMRAD – Nati stelle
Un album potentissimo con otto brani di post hardcore, punk, emo, taglienti, abrasivi, violenti, su cui le parti vocali si innestano in chiave melodica ed evocativa.
Un album potentissimo con otto brani di post hardcore, punk, emo, taglienti, abrasivi, violenti, su cui le parti vocali si innestano in chiave melodica ed evocativa.
Sound duro, distorto, vicino all’alternative rock ma anche ad alcuni momenti della produzione di Achille Lauro.
Solido rock dalle tinte blues, cantato in italiano, che guarda a Rolling Stones e Black Crowes ma non disdegna la canzone d’autore nostrana.
Il trio suona con grande gusto e tecnica, fa sfoggio di stile e classe, creando un primo assaggio dell’indubbio talento creativo.
Chi ha avuto dimestichezza con la scena underground milanese ricorderà senza dubbio una serie di band che hanno brillato come meteore per poco tempo, lasciando però stupende tracce sonore: Free The Nation, Matra, Lord Shani,...
Il nuovo progetto estemporaneo di Umberto Maria Giardini stupisce se correlato alle abituali frequentazioni sonore del cantautore, qui impegnato nell’insolita veste di chitarrista e cantante di un band di hard rock, non molto lontana da grunge e stoner.
Oltre un’ora di musica imperniata su un’ispirazione palesemente psichedelica ma virata in chiave moderna, sperimentale, elettronica e dall’attitudine “spaziale”.
Il sound guarda anche ai primi Queen, agli Wings di metà anni Settanta, assorbe umori alla Bowie.
Un sound che partendo dal classico West Coast rock e dalle inossidabili radici folk pop alla Simon & Garfunkel giunge fino alla più recente espressività sognante di Bon Iver, Kings of Convenience, Devendra Barnhart.
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