L’ORCHESTRINA DI MOLTO AGEVOLE – A noi piace il liscio!
Ognuno dei dieci brani è una danza diversa appartenente al panorama del liscio, dal valzer alla polka, dal foxtrot al tango.
Ognuno dei dieci brani è una danza diversa appartenente al panorama del liscio, dal valzer alla polka, dal foxtrot al tango.
Ci sono sempre i consueti elementi Battistiani, tinte soul ma anche potenti brani rock di umore Sixties (“Universo circolare”, “Testosterone” e il soul rock di “Devi dirle che l’ami”) e la conclusiva ballata “Sentimento rock” (firmata con Mogol e Morgan).
Musicalmente è una fusione molto interessante e particolare di canzone d’autore, elettronica “spinta”, eleganti e raffinate orchestrazioni, tematiche fantascientifiche, ritmi parossistici, sperimentazione, contaminazioni varie.
Il taglio è cantautoriale ma declinato in tantissime e diverse influenze. Ci sono elementi a lui cari come Tom Waits e Enzo Jannacci, ma anche veloci e spediti rock ‘n’ roll, tessiture jazz, Ivano Fossati e Bruno Lauzi, blues e tradizione country folk americana.
Un album pieno di energia, groove, ritmi infuocati in cui convergono ethio-jazz, rumba congolese, latin sound, highlife, afrobeat, influenze soul e tanto altro.
L’esordio del cantautore romano pesca nella canzone italiana flirtando però con sonorità abrasive, di gusto lo-fi e attitudine punk.
Sound granitico, rigorosamente strumentale (a parte occasionali cori con melodie paradossalmente spesso “celestiali” che infondono ironia e sarcasmo al tutto) che guarda ai riff e ai suoni di Metallica, Van Halen e Ac/Dc, flirta con i Motorspycho, travolge per potenza ed efficacia.
Le canzoni sono scarne dirette, molto gradevoli, ben fatte, sincere, urgenti. Un bel disco.
La band genovese propone un album dalle tinte romantiche e malinconiche, con brani di ampio respiro strumentale, che in certi frangenti attingono dalla new wave anni Ottanta ma si lasciano andare anche ad atmosfere marcatamente elettroniche in altri momenti.
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