Donato Zoppo – Lucio Corsi. Volevo essere strano
Donato Zoppo ha a lungo esplorato il mondo del prog, con numerosi e interessantissimi libri su PFM, Area, King Crimson, Genesis ma anche quello di Lucio Battisti (a cui ha dedicato vari testi) e Beatles.
Recentemente ha spostato l’attenzione verso il cosiddetto (una volta) “rock italiano” con approfondimenti su Litfiba e CSI.
Azzeccata la scelta di entrare nel mondo di LUCIO CORSI che con quattro album, centinaia di concerti in Italia ed Europa e la partecipazione Sanremese, che lo ha lanciato anche nel mainstream, si è affermato come uno degli artisti più personali e particolari della scena musicale italiana.
Il suo mix è noto: David Bowie, Marc Bolan, Ivan Graziani, Renato Zero ma anche Paolo Conte e la migliore canzone d’autore.
Il tutto proposto con ampie dosi di personalità.
Il libro è un racconto, semi romanzato e ricco di riferimenti metaforici, della sua carriera, non alla “Wikipedia” ma con una poetica che lo rende interessante, agevole e spedito da leggere.
“Una peculiarità della poetica di Lucio è il suo sguardo di meraviglia verso le cose” dice Francesco Bianconi dei Baustelle nella prefazione.
Esattamente.



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