EDOARDO PASTEUR – Dangerous man

L’esordio del cantautore genovese è all’insegna di un sound che attinge a piene mani dalla tradizione roots rock americana. Echi del classico songwriting alla Bruce Springsteen ma anche Leonard Cohen, Neil Young, J.J.Cale, un tocco blues, un po’ di gospel e riferimenti non troppo velati ai Rolling Stones anni 70. I testi in inglese omaggiano cult movies come Big Fish di Tim Burton o The Warriors di Walter Hill e autori come Cormac McCarthy, T.E. Lawrence, e Salinger. Tredici brani mid tempo, sonorità soffuse, un buon disco.



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