KOHEI – Graphene Cult [Live From Casetta]
Graphene Cult è il primo assaggio di Everything Looks Real, l’album che i Kōhei hanno appena completato e che segue l’EP Plunge (Febbraio 2025).
È un brano dall’impatto frontale e viscerale, che affonda le sue radici nell’urgenza del noise rock e dell’alternative. Ispirata dalla crudezza grunge dei Nirvana e dall’aggressività sonora di band come i Metz. Un muro di suono abrasivo per fare da specchio a un testo cupo, paranoico e profondamente disilluso.
Al centro della narrazione c’è una feroce critica all’alienazione e alle false promesse di salvezza del modello produttivo capitalistico (“They’re gonna tell you about this very cool secret / It’s going to fix whatever they pretended wasn’t there“). Il brano esplora la sensazione claustrofobica di essere ridotti a un mero strumento, sacrificando corpo ed emotività per profitti vuoti e agende nascoste (“Blood and bones for vapid gains“).
Il video di Graphene Cult è stato registrato presso La Casetta Studio di Enrico Tabbacco (@live_from_casetta). La scelta di puntare su una produzione video in presa diretta nasce dalla passione per la musica live e dalla volontà di offrire al pubblico un’esperienza di ascolto autentica, priva di artifici digitali e fedele all’energia del palco. Casetta Studio sta dando visibilità ad una scena musicale siciliana che appare viva e molto ispirata.
CREDITS
Andrea Longo: Voce, chitarra
Pietro Santoro: Batteria
Daniele Arcoria: Basso
Testi: Andrea Longo
Musica e arrangiamento: Andrea Longo, Pietro Santoro, Daniele Arcoria
Mix: Giacomo Iannaci
Master: Giacomo Iannaci, Andrea Longo
Registrato e mixato da Giacomo Iannaci al Morning View Studio di Ragalna (@jacklosuonatore)
Artwork: Alfio Ciadamidaro (@alfio_ciada)
Nati alle pendici dell’Etna nell’estate del 2024, i Kōhei portano impresse nel proprio DNA un’inquietudine profonda e un’energia fatta di continui contrasti. Andrea Longo (voce e chitarra), rientrato da una lunga permanenza nel Regno Unito dove ha militato nella band post-metal Tacoma Narrows Bridge Disaster, decide di formare un power trio che abbia un approccio diretto, in netta contrapposizione alle lunghe composizioni strumentali. Incontra così Daniele Arcoria (basso) e insieme iniziano a ricercare un nuovo suono, gettando le basi per quello che diventerà il progetto Kōhei. Il trio si completa in modo inaspettato: a un concerto dei Mogwai nella suggestiva cornice della Valle dei Templi di Agrigento – ben lontano da Catania – quando Andrea incontra Pietro Santoro (batteria).
A Febbraio 2025 pubblicano il loro primo EP autoprodotto Plunge. Le tracce sono una vera e propria esplorazione della palette sonora e degli stili che caratterizzano le composizioni della band da lì in poi. Da allora l’attività live cresce e diviene parte essenziale dell’identità del gruppo. Tra le date più rilevanti spiccano quella alla Palestra Lupo di Catania in apertura agli Stegosauro (marzo 2026), al Mind House di Palermo (maggio 2026) e allo Zō di Catania (giugno 2026).
Partendo dalle atmosfere dilatate dei Mogwai, che scorrono come magma sotterraneo nelle loro composizioni, la band scava veri e propri rifugi sonori. È una musica che si nutre dei boati della terra, oscillando costantemente tra frenesia ritmica e riverberi densi. Nelle loro trame, l’urgenza espressiva e la furia viscerale dei Nirvana collidono con le visioni distorte e alienanti dei Verdena, creando un ecosistema sonoro tanto claustrofobico quanto esplosivo.
Ma i Kōhei non si fermano alla sola dimensione introspettiva. Il loro è un suono fisico e materico, un assalto che lacera lo spazio e richiama l’impatto frontale e abrasivo dei Metz, per poi sfociare nel caos ritualistico e liberatorio tipico dell’attitudine degli Idles. Ogni brano è una faglia che si apre, un’eruzione di frequenze suonate ad altissimi volumi.
I Kōhei suonano la rovina di ciò che crolla e la resistenza ostinata di chi, in mezzo al caos, sceglie di non restare in silenzio.Line-Up
Andrea Longo: Voce, chitarra
Pietro Santoro: Batteria
Daniele Arcoria: Basso



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