MARZIAM – Canzone

Da Lucio Dalla all’EP “Reinterpretazioni”, aspettando “M”, il nuovo album di inediti in uscita in autunno.
«Non mi sento un cantante. La mia urgenza viene da più lontano.»

Marziam reinterpreta Canzone” di Lucio Dalla e Samuele Bersani e anticipa Reinterpretazioni”, EP di quattro cover in uscita nelle prossime settimane.
Ma il percorso guarda soprattutto allautunno, quando arriverà “M”, il nuovo album di inediti in italiano.
Una Canzone cantata da qualcuno che sostiene di non sentirsi un cantante. Il paradosso è soltanto apparente.
«Non è una provocazione e tantomeno un giudizio sul canto. Semplicemente non è così che mi penso. La voce per me è uno strumento, come la scrittura: serve a comunicare. Anche quando canto qualcosa scritto da altri è perché sento che, in qualche modo, appartiene anche a me.»
È questo il criterio alla base di “Reinterpretazioni”: quattro brani provenienti da mondi differenti. Accanto a Canzone trovano spazio, tra gli altri, Every You Every Me dei Placebo e La vita e la felicità di Michele Bravi.
«Non scelgo le canzoni pensando a un genere. Le trovo utili. E mi diverte scoprire cosa succede quando le riarrangio e le faccio passare attraverso di me.
Produzione musicale a cura di Alessandro Maiani per AM Productions (Mastering: Massive Arts Studios, Milano; Distribuzione: Vydia)

PRIMA LE PAROLE DEGLI ALTRI. POI LE SUE.
Reinterpretazioni è soprattutto un passaggio. In autunno 2026 arriverà “M”, il nuovo album di inediti di Marziam: un disco interamente in italiano nel quale pop, rock e dance convivono con ballate più intime, tra sonorità elettriche e una scrittura più melodica.
«Reinterpretazioni è un viaggio di avvicinamento. “M” è unaltra cosa: lì ci sono le mie parole e quello che sento lurgenza di raccontare. Per questo il punto di arrivo — o forse il vero punto di partenza — sarà “M”

UNA DOMANDA PIÙ ANTICA DELLA MUSICA
Ed è qui che il “non cantante” comincia ad assumere un altro significato. Dietro la musica c’è una ricerca che viene da più lontano e riguarda il modo in cui pensiamo noi stessi, l’altro e la relazione che ci unisce.
«La mia urgenza ha a che fare con un modo di pensare antichissimo: quello che mette lIo da una parte e tutto il resto dallaltra, come se fossimo entità separate. Io credo che la separazione sia, almeno in parte, un errore di pensiero. E temo stia diventando un errore sempre più pericoloso
Marziam non apre a una ricerca epistemologica, non affida alla musica il compito di dimostrare una tesi, ma di far circolare una domanda.
«Una canzone non deve risolvere nulla. Può però arrivare dove un ragionamento teorico difficilmente arriva. Può accarezzare, disturbare, persino redarguire. Ma soprattutto può mettere le cose in relazione
La stessa tensione attraversa il modo in cui Marziam guarda ai rapporti personali, alla società e alle sue contrapposizioni.
«Possiamo essere diversi, persino opposti, senza dimenticare di appartenere allo stesso sistema. Vale in amore, in una famiglia, in politica, tra popoli. L’unità non significa essere uguali.»
Poi un’immagine:
«Penso alle parti contrapposte di una società, e persino del mondo, come ai due emisferi di un cervello. Sono differenti, fanno cose differenti, ma appartengono allo stesso corpo. Quando smettono di comunicare, il corpo si ammala.»
È una tensione destinata ad attraversare soprattutto M”.

UN NOME RICEVUTO IN REGALO
Dietro Marziam c’è Cristian Edgardo Del Negro, cantautore e interprete milanese legato artisticamente ad AM Productions di Alessandro Maiani, che lo nota anni fa durante un talent locale e decide di seguirne la produzione musicale. Ma il nome Marziam arriva da altrove. Durante un’esperienza di volontariato, Cristian incontra un’anziana donna che conosce appena e che sembra leggerlo con una familiarità difficile da spiegare. Prima di salutarlo gli annuncia un regalo. Cristian pensa a un’offerta per l’associazione. La donna si allontana e poco dopo ritorna a mani vuote. Apre una mano.
«Ti regalo un nome, nessuno regala un nome. Ti regalo Marziam.»
Cristian affida quel nome alla propria musica. Non lo abbandonerà più.

Antonio Bacciocchi

Scrittore, musicista, blogger. Ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui "Uscito vivo dagli anni 80", "Mod Generations", "Paul Weller, L’uomo cangiante", "Rock n Goal", "Rock n Spor"t, Gil Scott-Heron Il Bob Dylan Nero" e "Ray Charles- Il genio senza tempo". Collabora con i mensili “Classic Rock”, "Vinile" e i quotidiani “Il Manifesto” e “Libertà”. E' tra i giurati del Premio Tenco e del Rockol Awards. Da sedici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano. Collabora con Radiocoop dal 2003.

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