PIGNA – Niente di nuovo
12 brani che spaziano nella canzone d’autore, guardando alla lezione dei principali esponenti nostrani, non disdegnando l’aspetto più rock, molto frequente nell’album.
12 brani che spaziano nella canzone d’autore, guardando alla lezione dei principali esponenti nostrani, non disdegnando l’aspetto più rock, molto frequente nell’album.
Una traccia viscerale, poetica e urgente che lega la storia al presente, e la famiglia alla Storia.
Amerigo Verardi torna a farsi sentire, e lo fa con un brano che è molto più di una canzone. “Matteotti di nome” è un urlo rock, una lettera d’amore e una ferita ancora aperta che diventa suono.
Secondo album per il cantautore milanese che riporta in auge, inserendo nuova linfa vitale, la più classica (pur se meno scontata) canzone d’autore nostrana. “Santander” riporta alle modalità compositive di Stefano Rosso mentre “Milano”...
“TOTALE” è un inno al fallimento vissuto con orgoglio. Una ballata pop travestita da esplosione: brucia, non consola. ALGORITMO canta per chi ha deciso di provarci comunque, anche senza mezzi, anche sapendo che potrebbe andare male. Perché se cadi, che almeno sia spettacolare.
“Dopo tutte le volte” il singolo inedito di Filippo Ferrante, brano scelto direttamente dai fan attraverso una votazione online che ha coinvolto la sua community e tratto da “Sette” il suo nuovo album, disponibile in digitale (Crystal Records).
Il video di “La Esse dei Single” il nuovo singolo inedito di Francesco Bif, scritto con Danilo Mangano e Massimo Zoara, brano dinamico e orecchiabile.
Gli Short Art Fair Enough sono un progetto musicale nato in Campania durante un periodo di profonda trasformazione globale. La loro musica, intrisa di malinconia e introspezione, nasce dall’esigenza di esplorare le profondità dell’animo umano.
Il video, girato a Bari, è un piccolo sogno che parte in un’aula di scuola, quando alle domande consuete e a quelle esistenziali non si è in grado di rispondere.
Il videoclip di “Con le mani nella guerra” nuova canzone estratta da “Uno”, quarto album da solista di Emanuele Colandrea, cantautore e polistrumentista tra i più interessanti del panorama nazionale, che per questo lavoro sceglie di chiudersi in studio e di fare tutto da solo.
I quattro nuovi brani ci confermano la bontà del progetto, che affianca un’anima devota alla canzone d’autore che guarda al Lucio Battisti anni Settanta, a una vena deliziosamente psichedelica (talvolta in odore di Verdena).
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