AMBRADEA – Statue di cera
E se fossimo STATUE DI CERA, che lentamente perdono la forma? Questa la domanda chiave, nonché il titolo, del nuovo singolo di AMBRADEA, primo brano estratto dall’album d’esordio, EsSENZA, in uscita in primavera 2024.
E se fossimo STATUE DI CERA, che lentamente perdono la forma? Questa la domanda chiave, nonché il titolo, del nuovo singolo di AMBRADEA, primo brano estratto dall’album d’esordio, EsSENZA, in uscita in primavera 2024.
“Matto da legare” è il primo brano di un progetto fresco e giovane che strizza l’occhio a una musica pop e al contempo pervasiva. Il brano parla della contrapposizione di sentimenti all’interno di un amore tossico visto dal punto di vista della generazione Z. Le melodie delle orchestre si fondono alle drum elettroniche creando un beat introspettivo e indieggiante.
“Primo in orbita” è il nuovo singolo di molecola, uno dei nomi più interessanti della nuova scena indie/elettronica del Centro Italia.
Il video è un viaggio psichedelico disegnato e animato dalla cantautrice in cui le immagini sono appunti visivi e la scelta cromatica si riduce ad una palette di tre colori su fondo bianco e nero per accompagnare lo stile minimale e intimo della canzone.
Cinque brani per un ottimo ep che si muove tra elettronica e ritmiche reggae/caraibiche che esaltano la bella voce di Fabiana Carosi.
Un sapiente mix di canzone d’autore (dalle parti di Daniele Silvestri), elettronica, new wave (con riferimenti ai Bluvertigo), funk, rock e tanto altro.
LanD ExcapE is an independent electronic music project born from an idea of Gavino Ganau (Tempio Pausania, 1966), a sardinian visual artist. LanD ExcapE currently features Giovanni Dibeltulu (Sassari, 1967) in the role of co-writer.
kyoto (Roberta Russo), intona e declama parole in maniera frenetica, irriverente, dissacrante, che arrivano dritto allo stomaco e alla testa, su pattern musicali ripetitivi, martellanti, che uniscono l’elettronica più moderna ad elementi tipici della tradizione, come quella pugliese che la rappresenta.
Sopravento parla di una ricerca del se primordiale affidata agli alementi; è il mare a portare simbolicamente il verde alle piante e quindi la vita sulla terra ma non solo, anche a restituire un’identità perduta.
Le sue produzioni, attraverso l’elettronica, decostruiscono, ricombinano e si appropriano di un passato che irrompe nel presente-futuro.
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