AGA – Spot
Un ep di cinque brani, in cui si muove agevolmente tra atmosfere elettroniche che guardano all’esperienza ambient di Brian Eno ma anche alla post wave più pop dei New Order.
Un ep di cinque brani, in cui si muove agevolmente tra atmosfere elettroniche che guardano all’esperienza ambient di Brian Eno ma anche alla post wave più pop dei New Order.
Attraverso 15 tracce ko mixtape rappresenta la sintesi più autentica del percorso di okgiorgio: due anni di musica condivisa, di palchi attraversati e persone incontrate, di esperienze trasformate in suono.
Performed By: The Bloody Beetroots & Bob Vylan
Written By: Simone Cogo and Bob Vylan
Produced by: The Bloody Beetroots & Bob Vylan
Lavoro onirico, sognante, fluttuante, tra suoni e approccio ambient, canzone d’autore (da Lucio Battisti a Claudio Rocchi), psichedelia, prog, Radiohead.
«Le scene sono state girate il 30 Luglio nel primo pomeriggio per ottimizzare la luce al massimo. Ci troviamo al Mulinaccio di Scandicci, luogo che custodisce almeno 3 secoli di storia. Stavo cercando da mesi il volto da dare a Talyesin Merlino nel video e quando conosco Duccio Pacini – che ha fatto già delle parti in alcuni film a carattere storico – capisco che la mia ricerca era giunta al termine. Era esattamente il volto che stavo cercando. I costumi sono stati progettati da me e da M. E. Biffi, sarta di scena, il trucco è a cura di Eleonora Masetti.»
Basi di matrice folk celtica ma che si arricchiscono di elementi dark, al limite del gotico, melodie mediorientali, sperimentazione, elettronica.
Italian singer-songwriter Marta Del Grandi returns with ‘Dream Life’, an album that bustles in a field of dreams, a multi-dimensional panoramic snapshot punctuated with serene disillusionment, that transcends musical boundaries as personal hopes and aspirations are cast against the vastness of the stars and beyond.
In un tempo passato furono i Disciplinatha a “raccontare” di una crisi di valori a soffocare l’occidente che usciva “vittorioso” dalla guerra fredda. Parole che oggi, a 30 anni di distanza, suonano ancora, tristemente, attuali, premonitrici di un mondo in costante ed inesorabile “devoluzione”.
Un sound che abbraccia elettronica di sapore new wave, qualche pennellata trip hop e canzone d’autore.
Alberto Camerini “Arlecchino elettronico” degli anni Ottanta, non mancano elementi meno pop come sguardi a Devo, synth pop, Kraftwerk ma il mix è particolarmente intrigante e gustoso
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