LOWLOW – Noi no
Dopo un periodo di ricerca personale e artistica, lowlow torna con “Noi No”, un brano che cattura con sincerità il disagio silenzioso di una generazione alla ricerca di sé stessa.
Dopo un periodo di ricerca personale e artistica, lowlow torna con “Noi No”, un brano che cattura con sincerità il disagio silenzioso di una generazione alla ricerca di sé stessa.
Dieci brani di punk rock abrasivo e potente che attinge in particolare dalla scena inglese degli anni 80, tra Angelic Upstarts, Cockney Rejects e, soprattutto Anti Nowhere League.
Hardcore evoluto, spietato, travolgente. Suoni stupendi, attitudine immutata, canzoni efficaci e ricche di variazioni ritmiche, soluzioni armoniche e compositive.
Il brano “Estasi e veleno” è una riflessione sul paradosso della contemporaneità: viviamo immersi in un flusso continuo di informazioni, immagini e verità contrapposte, fino al punto in cui l’assurdo smette di sorprenderci e diventa normalità. Nella canzone convivono simboli, visioni e frammenti apparentemente scollegati come se il mondo fosse osservato attraverso uno specchio deformante.
“Mi piace tutto di te”
(Karaoke-per-non-vedenti version)
Band: Forse Poicipenso
Composto da: Frances Fontana
Registrato presso il Danger Zone Studio (IT)
Missaggio, mastering & production: Frances Fontana & Forse Poicipenso
Videoclip do-it-yourself by Forse Poicipenso
La potenza e l’energia vibrazionale di un mantra trasformativo dall’essenza universale,
per celebrare Madre Terra e vibrare all’unisono con l’universo e con tutto il Creato.
Video Clip in risoluzione 4K del brano “Cosa resterà di questi anni ’20” dei RATS feauturing NEK – Filippo Neviani. Regia Giangi Magnoni.
Alla base un forte legame con la canzone d’autore italiana (si avvertono echi di Lucio Battisti, tanto quanto di Dente o Bugo) ma non mancano venti Beatlesiani (dalle parti di Paul McCartney).
Un singolo in cui si sposta tra atmosfere vicine all’attitudine punk rock e post punk sporcato di blues (“Non credo”) che ha nella spina dorsale echi di Rino Gaetano.
La Sicilia che tutti vogliono bellissima, ma nessuno vuole ascoltare: IBLA trasforma l’isola in una donna violata dal desiderio altrui in “Sikelìa”, elevandola a paradigma della superficialità e del consumo rapido dei nostri tempi.
Commenti recenti