BAD APPLE SONS – Relate, Relief
I sette brani alternano una dimensione iniziale più dura e ritmata (che a tratti riporta ad esperienze lontane come Birthday Party e Bauhaus) e una seconda parte più tesa e lenta ma ugualmente nervosa e aspra.
I sette brani alternano una dimensione iniziale più dura e ritmata (che a tratti riporta ad esperienze lontane come Birthday Party e Bauhaus) e una seconda parte più tesa e lenta ma ugualmente nervosa e aspra.
Fabio Puglisi prosegue la sua raffinata ed elegante esperienza sonora a base di soul, funk, jazz, lounge. Nel caso specifico prende la strada del latin soul, con una particolare predilezione per le atmosfere e le ritmiche brasiliane.
“L’uomo floreale” è un brano che racconta l’ultimo atto di vita di un vecchio clochard che ha vissuto per molti anni in una stazione ferroviaria di una grande città.
Il videoclip, girato al Loop Live Club di Osimo (AN) e diretto da Giorgio Mascio, riporta i Design alla loro dimensione più autentica: il live. La performance è tesa ed essenziale, costruita sull’interazione tra band, spazio e visual proiettati dal vivo e rielaborati in post-produzione. Il montaggio serrato alterna campi fissi dell’intero palco a movimenti di camera più immersivi, seguendo la dinamica del brano. Dominato da una luce rossa su fondo nero, il video amplifica l’urgenza del testo attraverso immagini simboliche – bombe, mappe, il drago digitalizzato – fino al collasso finale di suono e visione.
I Sikna tornano con il nuovo singolo “Crazy muppets”, un brano che affonda le mani nel fango del grunge più crudo e ispirato. Cresciuti a pane e Nirvana, i Sikna non fanno mistero delle...
in braccio a un gabbiano / in fondo al fiume
o nella stanza vuota.
sbaglia porco
20.03.26
Additional production and mixing: mvrgn
Mastering: Marco Milanesio
Scritto, prodotto e suonato da Andrea Norese
(programmazione, voce, piano, synths , basso e chitarre)
e co-prodotto da Fabrizio Assandri presso BAMBUSTUDIO.
Il brano racconta la fine di una storia d’amore vissuta come un film: intensa all’inizio, carica di sogni e promesse, poi interrotta bruscamente senza spiegazioni. Attraverso immagini legate al cinema, ai social e ai silenzi digitali, l’artista rielabora nostalgia e disillusione, interrogandosi sul significato dei ricordi e sulla possibilità di un nuovo inizio.
“Fermate la guerra” non parla solo delle bombe, dei confini, dei popoli che cadono.
Parla della guerra che ci portiamo addosso ogni giorno, quella che non si vede ma fa rumore dentro.
È un canto per chi si sente stanco di combattere sempre:
contro il mondo, contro gli altri, contro se stesso.
Per chi vorrebbe solo un posto dove respirare senza sentirsi sbagliato.
“Altrove” non è solo un titolo, ma la destinazione di un viaggio interiore. Il brano si presenta come una ballata rock melodica che esplora il desiderio umano di spingersi verso mete immaginarie, lasciandosi guidare dal vento — simbolo di energia, spirito e anima.
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