LAMATTA – Cosa ci distrugge
Il brano si muove su una ballata rock costruita per stratificazioni, dove chitarre, basso e voci si intrecciano progressivamente, lasciando al suono il compito di sostenere e amplificare il contenuto emotivo.
Il brano si muove su una ballata rock costruita per stratificazioni, dove chitarre, basso e voci si intrecciano progressivamente, lasciando al suono il compito di sostenere e amplificare il contenuto emotivo.
Un riff pieno di chitarre fuzz rompe il ghiaccio e lascia spazio a
un groove sincopato e dal sapore soul per scoppiare in un ritornello da cantare in coro sotto al
palco, in una struttura ciclica che porta di nuovo al riff iniziale.
Se lo sguardo alla psichedelia anni Sessanta è evidente e presente, risalta la volontà di andare oltre, con riferimenti a Bob Dylan ma anche a più oscuri nomi come Jacobites, Nikki Sudden, il Johnny Thunders solista, con improvvise esplosioni di rock ‘n’ roll elettrico che si alterna a momenti acustici.
A condurre le danze la voce calda e matura di Mamababa e un sound che attinge da blues, rock, soul e canzone d’autore italiana.
Il cantautore veronese festeggia i venticinque anni di carriera con una raccolta dei suoi migliori brani rivisitati con l’aiuto di una serie di ospiti.
Le sequenze sono state selezionate e montate per accompagnare in chiave visiva il brano “Chi sei” creando un flusso libero e immaginifico fra ritmo e visioni.
Con questo brano il giovane trio Action Rock veronese To The Max! offre un esaltante assaggio del suo secondo album, “Two The Max!”, in uscita a marzo per Go Down Records.
“Sioux” è un brano che racconta un percorso di irrequietezza e ricerca interiore, un confronto diretto con il più profondo sé, con la propria ombra e con i demoni interiori, ora abbracciandoli, ora respingendoli.
Quarto album per la band torinese, assurta al ruolo di uno dei migliori gruppi punk rock e affini in circolazione in Italia. Un lavoro che ne conferma la caratura, grazie a dieci canzoni potenti,...
I Komarov Magnificent Backflip presentano oggi Better Fat Than Sad, un singolo standalone che affonda le mani nella stanchezza quotidiana di chi vive sospeso tra gratificazioni digitali e desideri rimandati.
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