DARKHOLD – Roots Of Arrogance
Il brano è uno degli episodi più rappresentativi del sound aggressivo e diretto della band, e il video ne restituisce l’energia con la stessa intensità.
Il brano è uno degli episodi più rappresentativi del sound aggressivo e diretto della band, e il video ne restituisce l’energia con la stessa intensità.
Non cambia il mondo in cui agiscono dalla nascita, nel 2014, tra stoner tinto di psichedelia, chitarre aspre, atmosfere epiche ma l’inserimento vocale rende la nuova strada ancora più interessante e variegata.
Atmosfere intrise di blues, folk e country, dal taglio costantemente chitarristico, arrangiamenti semplici ma efficaci, voce espressiva e perfettamente consona al taglio sonoro del disco.
“Sbaglio Spesso” è un brano che racconta le dinamiche tossiche e contraddittorie di una dipendenza affettiva, in cui il benessere emotivo si confonde progressivamente con l’alienazione e l’abbandono. Una condizione sospesa, descritta con immagini forti e dirette, che restituiscono il senso di smarrimento vissuto dal protagonista.
Prodotto da Giulio Ragno Favero e SI!BOOM!VOILA!
Regia e Montaggio: Giulio Ragno Favero
Il videoclip di “Living in the Rooms”, brano della band art rock italiana Violent Scenes, è diretto da Francesco Dongiovanni ed è una collezione di sue fotografie in b/n che pian piano costruiscono per immagini un “quadro” malinconico, come la canzone, e crepuscolare nei toni.
“City girl” è un brano che racconta, tra errori e attrazione (non necessariamente in quest’ordine), la vita attraverso porte socchiuse e treni persi o presi al volo; spiragli che si aprono brevemente in momenti sbagliati o, forse, semplicemente inevitabili.
Il videoclip di “L’amore in E.R”, diretto dal regista Corrado Ravazzini, celebra l’autenticità del territorio e l’energia contagiosa delle persone che lo vivono. Un vero e proprio inno alle radici, all’amore e al senso di appartenenza.
Il loro immaginario pesca nella musica, nel teatro, nell’improvvisazione, nel surrealismo urticante alla Fluxus, nell’autoproduzione e autogestione più rigorosa e integralista.
Esordio convincente per la band bergamasca, con un album dalle temperature torride, tra brani serrati che riportano ai primi Foo Fighters, Bad Religion e Green Day e momenti più introspettivi di natura emo.
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