HYNDACO – No ball games
La band romagnola guarda con tutta evidenza alla lezione del grunge (Nirvana in primis) degli anni Novanta, soprattutto a livello compositivo .
La band romagnola guarda con tutta evidenza alla lezione del grunge (Nirvana in primis) degli anni Novanta, soprattutto a livello compositivo .
Con grande maestria, prendono spunto dalla nuova British jazz (che unisce agevolemente e regolarmente ja, hip hop, funk, soul, afro e tanto altro), dalle contaminazioni care a Nicola Conte, introducono elementi mediterranei a rendere il tutto ancora più personale.
La matrice è post punk (tra IDLES, Fontaines DC, Hotel Lux, The Shame) con riferimenti marcati anche alle origini del “genere” (Pop Group, Pere Ubu, X Ray Spex, “No Wave”) e un tocco di attitudine free jazz.
Dieci brani nuovi di zecca, a base di un punk rock serrato, potente, dalle linee melodiche marcate.
Il retaggio ispiratore guarda al rock grunge anni Novanta con una predilezione per gruppi come Ritmo Tribale, Karma, Afterhours.
Noise core ipnotico e devastante che si muove su autonomi binari tribali, inquietanti, tra drone music, avanguardia, industrial.
Un mix tra rituali oscuri dal profondo del Senegal, condito da sonorità tribali, riti ancestrali, modernizzato da distorsioni, chitarre elettriche e computer. L’effetto è minaccioso, aggressivo, ipnotico, demoniaco.
Il secondo progetto del 2023 firmato PAR TY si chiama AFTER PARTY ed esce oggi per Kimura Label
Gli undici brani autografi hanno un’impronta immediatamente riconoscibile grazie a una voce così personale e un taglio compositivo originale, pur attingendo dallo scibile della canzone d’autore.
Ottantatre minuti di voli strumentali, furibondi attacchi sonori, viaggi tra space rock, psichedelia, stoner, rock blues, hard rock, Motorpsycho, suite di 22 minuti, momenti acidi ai confini con il noise che riportano addirittura ai Sonic Youth.
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