ALGOT – Ouch
Un lavoro che viaggia tra math rock, groove funk, sperimentazione, ritmiche composite e spezzate, esplosioni sonore.
Un lavoro che viaggia tra math rock, groove funk, sperimentazione, ritmiche composite e spezzate, esplosioni sonore.
La banda friulana si e ci diverte con una serie di brani autografi a base di swing, jazz, jive, manouche di sapore anni Trenta/Quaranta, dal piglio allegro e scanzonato.
Il sound dell’album d’esordio si muove nel difficile, cerebrale e ostico ambito del free jazz e dalla musica contemporanea, nato da lunghe session d’improvvisazione.
I sette brani hanno il pregio di sfuggire a facili catalogazioni spaziando da atmosfere electro pop/post wave (in alcuni casi ci sono inflessioni che vanno dai migliori Duran Duran ai Japan) a sapori prog (i King Crimson di “Discipline”) ma in cui possiamo ascoltare anche echi dub e addirittura metal rock.
L’esordio con un ep di sette brani del cantautore marchigiano ci porta in un fresco mondo indie pop, dalle ritmiche pulsanti e dal piglio danzereccio.
Il nuovo album viaggia negli algidi campi di una synth wave ipnotica, oscura, rigorosa, ossessiva.
I sette brani mischiano potenti sciabolate alt rock con il parlato/cantato di Brizzi, in un efficace mix di musica e spoken word che esalta l’unicità e originalità del progetto. Più che ottimo.
I nove brani autografi ci portano in un mondo dall’incedere solenne e severo, tra post wave e new wave debitori alla nuova canzone d’autore nostrana più rigorosa (non mancano echi di CSI, Giorgio Canali, Teatro degli Orrori).
Tra soul e cover spettacolari oltre ad alcun inediti, l’album scorre gradevolissimo, con un groove jazz spettacolare. L’accoppiata è vincente e il titolo “Black, white and blues” azzeccatissimo.
Malo (prod. Mattia Milanesi), la nuova traccia di PAR TY per l’etichetta indipendente Kimura, è online da mezzanotte. Il brano anticipa l’uscita dell’EP AFTER PARTY, disponibile sui maggiori store dal 17 novembre.
Commenti recenti