MILENA MEDU – I see you
I cinque brani, d’impostazione elettronica, hanno un sapore oscuro di derivazione dark wave, un incedere costantemente solenne, dal fascino sinistro.
I cinque brani, d’impostazione elettronica, hanno un sapore oscuro di derivazione dark wave, un incedere costantemente solenne, dal fascino sinistro.
Ep che alterna momenti semiacustici di notevole atmosfera e intensità con brani di corposo alt rock a cui si aggiungono elementi elettronici mai invasivi.
Il timbro e il mood prevalenti dei brani sono declinati in chiave latin jazz con palesi influenze brasiliane. Il risultato è gradevolissimo e fruibile.
Brani prevalentemente strumentali che gravitano nel più classico ambito post rock, a cui si aggiungono influenze prog e una costante atmosfera psichedelica.
I dieci brani autografi del nuovo album fanno riferimento a punk e post punk, con una matrice di aspro folk.
Il contrabbassista e bassista romano, accompagnato da Pietro Lussu al Fender Rhodes e al pianoforte, Armando Sciommeri alla batteria e alla voce di Chiara Orlando, ci regala un album di qualità eccelsa (esecutiva in primis) soprattutto da un...
Tiro punk rock alla Ramones e Buzzcocks e un’anima beat anni Sessanta in quattro irresistibili brani.
L’album è di difficile collocazione e indefinibile (il che è un pregio) muovendosi tra svariate influenze unite da un filo conduttore dal sapore esoterico, tribale, misterioso, avvolgente, a tratti funereo.
Basi folk blues, le lezioni di, soprattutto, Enzo Jannacci, ma anche Bruno Lauzi e Giorgio Gaber (e, perché no?, il primo De André).
Esordio in veste solista con un rock solido, dalle venature blues e folk arricchito da un originale cantato nel dialetto calabrese.
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