BLUE LOTUS WINE – Ancient Remedy for Modern Euphoria
La musica viaggia sicura in un contesto che assimila R&B, pennellate jazz, echi hip hop, alt pop, approccio dream pop, un pizzico di Billie Eilish e uno di Bjork.
La musica viaggia sicura in un contesto che assimila R&B, pennellate jazz, echi hip hop, alt pop, approccio dream pop, un pizzico di Billie Eilish e uno di Bjork.
Sound arrembante, aspro, di chiara matrice grunge ma che attinge anche da marcate linee melodiche, da tratti emo, da band nostrane come Le Vibrazioni e Afterhours.
Otto brani autografi, un groove pazzesco, suoni di pura eccellenza, un disco bellissimo e potentissimo (suonato da musicisti eccellenti).
Con il quarto album ritornano alle origini con tredici brani brevi, diretti, rock ‘n’ roll punk, pennellate pop, Ramones fino al midollo, mai troppo veloci, mai lenti, il classico tempo medio di Joey e soci.
Brani perfettamente calati nell’ambito, suonati bene e con grande ispirazione, tra folk e country.
Un ottimo lavoro, scarno, diretto, senza fronzoli, puro e semplice hard ‘n’ roll suonato con passione, grande estro e la giusta e sincera attitudine.
Un delicato lavoro di cesello tra atmosfere folk, un retrogusto jazzy, canzoni di maturità eccelsa, una voce suadente, ferma, capace di librarsi sicura tra le note mai banali delle composizioni.
Un album raffinatissimo, colto, godibilissimo, che spazia tra jazz, funk, blues, fusion, world music con la calda voce di Diletta Longhi a nobilitare il tutto.
Un calderone psichedelico, prog, hard, esoterico, per merito del trio perugino, all’esordio discografico.
Melodie malinconiche che evocano le esperienze shoegaze degi anni 90 ma si piazzano fedelmente a fianco di nomi come The National o Belle and Sebastian
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