FRANCESCO LETTIERI – Controfigura
Un lavoro compositivamente complesso che spazia da momenti intimisti a canzoni che riportano all’ (auto) ironia cara a Daniele Silvestri fino a una gamma di influenze che vanno da Lucio Dalla a Antonello Venditti
Un lavoro compositivamente complesso che spazia da momenti intimisti a canzoni che riportano all’ (auto) ironia cara a Daniele Silvestri fino a una gamma di influenze che vanno da Lucio Dalla a Antonello Venditti
La matrice post rock è evidente ma troviamo anche kraut, psichedelia, shoegaze, fino ad atmosfere Pink Floydiane primi anni 70.
Atmosfere che si muovono sull’onda di un attento sguardo all’opera di Rino Gaetano, declinata in chiave pop moderna e con numerose altre influenze e riferimenti alla canzone d’autore italiana.
L’indiscutibile e rinomata classe artistica di Nicola Conte si riconferma in questo nuovo lavoro, come sempre pulsante di groove, raffinato, colto, elegante, in cui convergono felicemente soul, funk, jazz, suoni latini, ritmi afro e disco.
Folk rock che parte dalla canzone popolare nostrana ma guarda anche a quella celtica, latina e balcanica.
Sound ipnotico e minimale di sapore electro wave, su cui vengono declamati e recitati testi che accoppiano le tematiche sui diritti Lgbtqia+, a fianco di sprazzi di “vita queer”, con i risvolti dell’approccio alla religione.
Un esordio di grande impatto con un rap dalle tinte scure, aggressivo, che racconta storie di strada con parole dirette, aspre, senza troppe metafore e parafrasi.
Cinque brani autografi, tra canzone d’autore, R&B, influenze hip hop e funk.
Dieci brani originali che spaziano dalla classica ballad a be bop e hard bop, in un album molto vitale, fresco e pulsante.
Terzo ep per il trio toscano che mantiene inalterata la passione per la più classica tradizione surf, con quattro brani strumentali sapientemente calati nel mood del genere.
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