ZEN CIRCUS – Il male
“Il male” spazia nel mondo caro alla band, tra momenti aspri di stampo post punk e ballate caustiche e incisive come sempre.
“Il male” spazia nel mondo caro alla band, tra momenti aspri di stampo post punk e ballate caustiche e incisive come sempre.
Atmosfere ammalianti di gusto pop, interessanti evoluzioni melodiche e una post wave rock che non disdegna orizzonti aspri e graffianti e atmosfere evocative e psichedeliche.
Alla base c’è un funk soul elegante, sintetico, volutamente radicato negli anni Ottanta, da cui assorbe il Bowie di “Let’s Dance” e “Young Americans”, gli Style Council, il groove synth pop, gli Imagination e gli Isley Brothers.
Punk rock (Damned, Dead Boys, Adverts, Sex Pistols, tra i tanti, fanno spesso capolino) ma declinato in una visione fresca, attuale e moderna.
Nel nuovo album c’è di tutto: dalla solennità classicheggiante al blues, dal folk di gusto gotico a Nick Cave, dalle suggestioni care alle opere soliste di Nico al desert country “noir” di Johnny Cash
Si muove agilmente tra tradizione (Dalla, Battisti) e nuova canzone d’autore.
Eccellente lavoro per il chitarrista emiliano che ci riporta alle torride atmosfere a cavallo tra anni Sessanta e Settanta, tra Jimi Hendrix, Rory Gallagher, Ten Years After, i Trapeze di Glenn Hughes, Grand Funk Railroad.
Indie pop rock che accoppia con eleganza un sound caratterizzato talvolta da chitarre aspre e distorte e melodie vocali intriganti e avvolgenti.
Il nuovo lavoro ne conferma le qualità, la capacità di costruire assalti sonori travolgenti e devastanti, rabbiosi e cattivi, a cui potere affiancare momenti introspettivi e riflessivi.
Otto brani che oscillano tra punk, stoner, doom, noise tra sferzate violentissime, veloci e sintetiche e lunghe cavalcate di anche 10 minuti, ossessivi, pesanti come macigni, claustrofobici.
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