VEGAS ON BASS – Blurry Visions
Sound roccioso e aggressivo, riferimenti diretti a Nine Inch Nails, Placebo, Ministry.
Sound roccioso e aggressivo, riferimenti diretti a Nine Inch Nails, Placebo, Ministry.
Il duo franco/italiano aggiunge un altro devastante tassello alla sua demolizione progressiva delle convenzioni sonore. Il nuovo è dal vivo, registrato in Portogallo all’Amplifest. Drum machine, chitarra, basso, distorsione, tutto è estremo, riduttivo definirlo...
Si sente lo scibile del punk dai Clash e Ramones ai Green Day e Social Distortion ma ci sono anche tanto mestiere e personalità.
Rock, sempre molto elaborato e mai scontato, prog, jazz, folk, post wave, canzone d’autore più tradizionale.
I torinesi Blind Alley furono tra i primi a portare in Italia, agli albori degli anni Ottanta, quell’entusiasmante mix di punk, power pop, Jam, i primi Elvis Costello e Joe Jackson con il piglio dei Clash.
Rock, funk, blues, sperimentazioni, pennellate jazz, folk e tanto altro a testimonianza della versatilità del progetto.
Piglio moderno e attuale tra velocissimi brani ska e più moderati episodi in chiave rocksteady (che riportano ai primi Specials).
Il sound si muove all’interno del magmatico mondo del prog metal, a cui si uniscono elementi elettronici, post wave, classicheggianti, con sferzate di sapore black metal.
Il sound si sposta tra Calexico, il Marc Ribot in forza a Tom Waits, con echi Morriconiani e conseguentemente cinematografici.
Atmosfere marcatamente new wave anni Ottanta (con sguardi tanto a Sisters of Mercy che ai primi Litfiba).
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