CLAUDIA BOMBARDELLA – Memoria degli alberi
Claudia Bombardella inserisce una vocalità stupefacente, frutto di approfondimenti e sperimentazioni durate decenni.
Claudia Bombardella inserisce una vocalità stupefacente, frutto di approfondimenti e sperimentazioni durate decenni.
Ottime qualità compositive e una personalità distintiva, unite a una ricerca sonora visionaria che guarda a forme velate di pop psichedelico, con retaggi Smiths e Housemartins e a una buona dose di canzone d’autore nostrana
Allegato alle prime 260 copie del nuovo numero della rivista “Gimme Danger” (realtà autoprodotta, dedicata a garage, punk, rock ‘n’ roll e affini) un 45 giri con brani inediti di CUT, BEBALONCAR, OUTER SPACE.
Ci immergiamo negli anni Settanta più danzerecci, tra soul funk e disco, con uno sguardo frequente allo “yacht rock” più raffinato ed elegante.
Il poliedrico musicista e compositore si muove in un ambito difficile da definire, spostandosi dal pop al rock fino a brani dal chiaro andamento prog.
Splendido album di modern jazz, puro Hammond sound con otto brani autografi, tra Jimmy Smith, il Ramsey Lewis dei Sessanta, Horace Silver.
riferimenti guardano ai primi anni Settanta, tra hard rock psichedelico (con particolare predilezione per Blue Cheer, Black Sabbath e i primi Pink Fairies di “Never Neverland”), una componente doom, boogie e rock blues.
Il quintetto gioca con una sapiente miscela di rock, post punk, melodie pop, chitarre e ritmiche rocciose, arricchita da una vocalità molto lirica.
Corposo rock chitarristico, con numerose venature di pop melodico che si scontrano con l’irruenza grunge e post rock dei suoni.
Dieci brani, registrati volutamente in presa diretta in due giorni, che si spostano tra post rock, shoegaze, sonorità che guardano talvolta al Paisley Underground più ruvido (di stampo Dream Syndycate) o alla lezione dei Dinosaur Jr.
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